mercoledì 21 maggio 2014

Non dico altro - Nicole Holofcener

Autore: Umberto Romano

Capita che nel mare magnum della produzione indipendente americana alcuni titoli si perdano sulla lunga strada della distribuzione internazionale e finiscano per non apparire affatto nei cinema. Non tutti, effettivamente, meritano la distribuzione e forse non la meriterebbero nemmeno negli Stati Uniti. L’ultima fatica di Nicole Holofcener non è, fortunatamente, tra questi.

La premessa era doverosa: “Non dico altro” è un film talmente prezioso che è semplicemente assurdo che si sia dovuto aspettare così tanto, e si parla di quasi un anno, per vederlo nelle sale italiane. I motivi di questo mio sbilanciamento verso un giudizio positivo sono molteplici. In primis, la leggiadria di una storia comune: Eva ed Albert sono due divorziati di mezz’età rimasti sentimentalmente scottati. Lei è una massaggiatrice, lui archivista di una emittente televisiva. Entrambi hanno una figlia adolescente in procinto di partire per il college. Si incontrano ad un party, dove Eva conosce anche la poetessa Marianne, con la quale stringe un rapporto che va oltre le semplici doverose chiacchere durante il massaggio. Eva comincia prudente una relazione con Albert finché non scopre accidentalmente che l’uomo è proprio l’ex marito della sua amica Marianne, di cui quest’ultima ha dipinto un ritratto impietoso. È qui che cominciano i veri problemi per lei.


Il film narra con estrema delicatezza e iper-realismo una situazione comune, facendo uso di toni bassi, una recitazione praticamente invisibile e di una sceneggiatura deliziosa, continuamente in tensione tra l’ironia e la pacata malinconia. Non si registrano in nessun momento particolari virtuosismi della regia, che sceglie la via della sobrietà in consonanza con tutto il resto. Forse, però, proprio questa continua aria di pacatezza può sfociare nella fastidiosa sensazione di leggerezza fine a sé stessa. Può provocare indifferenza e perfino portare alla voglia di non terminare affatto la visione. E si commetterebbe un errore grossolano, perché riuscire ad ammirare la capacità recitativa di James Gandolfini, qui ad una delle sue ultime apparizioni, riuscire poi a godersi il panorama di espressioni comiche di Julia Louis-Dreyfus, tutto questo è il vero obiettivo del film. Narrare tematiche così complicate come la paura di ricominciare o quella di restare da soli non è compito semplice. Nicole Holofcener, forte anche della personale esperienza di un doppio divorzio, riesce a mantenere gli equilibri necessari per non sfociare nel patetico, una minaccia sempre incombente che qui viene abilmente evitata. 

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