lunedì 5 agosto 2013

Rezza e Mastrella a Lunatica con Pitecus


Autore: Francesco Zavattari, direttore editoriale di FULL Magazine e 4rum.it

Qualcuno disse che Andy Warhol non fosse tanto l'artista, quanto l'arte in sé, come a intendere che per creare un grande evento di arte sarebbe bastato mettere lui stesso in uno spazio espositivo anche privo di opere vere e proprie.
Lo stesso concetto può essere applicato alla complessa figura di Antonio Rezza, 'il più grande performer vivente' come lui stesso ama definirsi e come, me compreso, lo definiscono generalmente molti dei suoi sostenitori.
Antonio non è un attore, nemmeno un saltimbanco il cui scopo è quello di intrattenere. Antonio è il palco, la luce, l'evento. Antonio Rezza è lo spettacolo. Detto questo, di essenziale importanza per lo sviluppo dei suoi incredibili contenitori, sono gli immancabili 'habitat' di Flavia Mastrella, che ne coadiuvano ormai da molti anni il lavoro. Tessuti variopinti, casuali a un primo sguardo, precisi e impeccabili dopo una più attenta osservazione. Vere e proprie piattaforme artistiche mediante le quali il performer è reso a tratti inumano, deturpato nel suo essere, amplificato nel suo genio attraverso fessure che puntano dritte a una brillantezza davvero unica in grado di coinvolgere tutti i fortunati in platea.
Si tratti di Pitecus (come in questo caso), Fratto X7-14-21-28, o di un altro degli spettacoli firmati dalla compagnia Rezza-Mastrella, il comune denominatore è sempre lo stesso: finalmente qualcosa di unico e potente, che davvero non può lasciare indifferenti.

Venendo alla serata in particolare, il festival Lunatica che si fa di anno in anno più interessante, sfrutta in questo caso la bella cornice offerta da Villa Schiff, oggi sede del Comune di Montignoso (MS). Location magnifica, temperatura ottimale, ambiente raccolto pur in mezzo a un grande giardino. Insomma, tutto sembra davvero perfetto per potersi godere una nuova grande prova di Rezza, che già prima dello spettacolo spunta di tanto, in tanto qua e là fra i vari spettatori. Tutto perfetto all'interno delle mura della proprietà Schiff, un po' meno per quanto riguarda il contesto circostante. Per un caso o per una mancata coordinazione fra organizzatori, a pochi metri dal cancello della villa si tiene proprio in quel momento la festa del partito democratico. Una sorta di sagra all'aperto con tanto di musica dal palco. Musica che dalla nostra postazione si avverte più che nitidamente. Al termine della proiezione di un episodio di Troppolitani (firmato dalla stessa compagnia Rezza-Mastrella e andato in onda su Rai3), quando tutto è pronto per l'arrivo del performer, Rezza lascia le quinte e, indicando verso la festa, scuote la testa comunicando agli organizzatori che in quel modo non potrà procedere. Poco dopo sale sul palco e riferisce la stessa problematica anche a noi in platea. 
La musica sembra però scemare, così lo spettacolo ha inizio. Rezza è preciso e millimetrico come sempre e nell'aprire la performance con la fenomenale epopea del povero Gidio, ci fa subito capire che questa sarà una gran serata. Dopo poco però ecco nuovamente insinuarsi attraverso gli alberi di Villa Schiff la musica della vicina festa. Ora, è generalmente noto che nessuno è meno democratico di chi è solito professarsi democratico con orgoglio, per cui il performer è nuovamente costretto a interrompersi. Diciamo che, generalmente, chi segue Rezza lo segue con passione e attenzione ed è pronto (mentalmente e culturalmente) a comprendere che questo genere di interruzioni non sono certo dovute a un capriccio da star ma a una seria e precisa esigenza di scena. Spettacoli come questo sono evidentemente caratterizzati da un livello di complessità davvero elevato, quasi scientifico. Dal pubblico però, a fronte di questa nuova interruzione, si alzano un paio di voci (assai isolate per la verità) che chiedono di andare avanti comunque. Un minimo battibecco, la spiegazione da parte di Rezza circa il fatto che gli sia stato garantito che non ci sarebbe stata musica durante il proprio intervento e lo spettacolo riprende, mescolato alle note di grandi classici italiani degli ultimi trent'anni gentilmente fornite dai 'finti democratici', come Rezza stesso li definisce dal palco.

Quando si ha la sensazione di trovarsi di fronte a un genio? Quando questo prende il proprio svantaggio e lo trasforma in una schiacciante vittoria: senza perdere, incredibilmente, un minimo di concentrazione e 'tirando a dritto' in maniera potente e precisa, Rezza inizia a inframezzare ogni quadro con un balletto improvvisato sulle note della musica degli amici vicini. Pubblico esilarato, e tutto fila liscio anche se questo incredibile Pitecus di certo non avrebbe avuto bisogno di alcun 'ausilio esterno' per accrescere il proprio valore.

La performance va avanti passando attraverso i tanti tableau proposti in questo spettacolo, tutti non solo decisamente divertenti ma anche cinici, terribilmente intelligenti, frenetici a tratti, così come volutamente spenti e degradanti in altri momenti. Si ride e si riflette anche se forse Antonio non vuole davvero suggerire altra riflessione se non quella di un genere umano mediocre che lotta attraverso la mediocrità stessa per uscire dal suo piccolo guscio.

Parafrasando Gli onorevoli, io 'Voto Antonio' tutta la vita. Lui, Flavia Mastrella e chi come loro è davvero portatore di un modo energico di resistere all'insorgere dell'oblio artistico e culturale che spesso sembra prendere il sopravvento. Bravo!

Replica del 2 agosto 2013
Villa Schiff, Montignoso (MS)

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