martedì 23 luglio 2013

Torre del Lago omaggia Giuseppe Verdi


Autore: Silvia Cosentino - Caporedattore di 4rum.it e FULL Magazine

Domenica 19 agosto è andata in scena, al Gran Teatro all'aperto di Torre del Lago, la prima delle quattro repliche di Rigoletto: la grande opera verdiana ha infatti debuttato nel grande luogo pucciniano come celebrazione del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi.



Quello offerto agli spettatori è un allestimento estremamente realistico e classico, tanto nelle scenografie quanto nei costumi di ispirazione cinquecentesca: la vicenda e i relativi spostamenti sono scanditi dalla rotazione di un corpo centrale (Palazzo Ducale di Mantova, casa di Rigoletto e locanda di Sparafucile) e dall'affiancamento di due parallelepipedi laterali a delineare le relative zone esterne. Questa soluzione, che lascia ampi spazi aperti definendoli solo approssimativamente rispetto a quelli chiusi, mal si addice al costante gioco del fuori e del dentro che si sviluppa nella storia: gli incontri amorosi del Duca, Gilda nascosta in casa da Rigoletto e poi rapita dai cortigiani, padre e figlia che spiano dentro la locanda... Malgrado i vari cambi a vista che si avvicendano durante la messinscena, questo impianto resta intrappolato in un ibrido tra verità e simbolo, che va a determinare una certa monotonia, fortunatamente spezzata dalla performance degli interpreti.


Energico e di grande presenza scenica il baritono Devid Cecconi nei panni di un dolce Rigoletto; pulita e sicura senza strafare l'interpretazione del Duca di Mantova del tenore Francesco Demuro; splendida e melodiosa Ekaterina Bakanova, che egregiamente sostiene la durissima parte che Verdi scrive per Gilda, in particolare in quel Caro nome al termine del primo atto; a farle da granitico contraltare, proprio come si richiede che sia, Chiara Chialli nel ruolo di Maddalena. Sul podio dell'Orchestra del Festival Puccini, il Maestro Boris Brott non riesce del tutto ad arginare le oggettive difficoltà acustiche del teatro: frequenti sono infatti i momenti di "smembramento" sonoro dei vari comparti dell'organico, che emergono fin troppo singolarmente sganciandosi dall'insieme.


E' comunque piacevole e affascinante ascoltare, proprio nel luogo che principalmente ispirò Giacomo Puccini, le melodie e i geniali intrecci musicali di uno dei suoi più grandi maestri: gustando il sublime quartetto che si sviluppa con Bella figlia dell'amore è impossibile non pensare a Marcello e Musetta, Rodolfo e Mimì, che invadono il palco e i cuori con note e pulsioni tanto contrastanti quanto evidentemente composte dalla stessa materia.



19- 27 luglio, 9-23 agosto
RIGOLETTO
Melodramma in tre atti
Libretto di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi

Il Duca di Mantova: Francesco Demuro
Rigoletto: Devid Cecconi
Gilda: Ekaterina Bakanova
Sparafucile: Michail Ryssov
Maddalena: Chiara Chialli
Giovanna: Silvia Pasini
Il Conte di Monterone: Choi Seung Pil
Marullo: Angelo Nardinocchi
Borsa: Mario Bolognesi
Il Conte di Ceprano: Francesco Musino  
La Contessa: Valentina Boi 
Usciere di Corte: Massimiliano Damato 
Paggio della Duchessa: Atsuko Koyama 
Cavalieri, dame, paggi, alabardieri

Regia di Renzo Giacchieri
Scene di Alfredo Troisi 
Costumi di Casa d’Arte Fiore

Orchestra del Festival Puccini
Direttore: Boris Brott
Coro del Festival Puccini
Maestro del Coro: Stefano Visconti


Foto gentilmente fornite dall'ufficio stampa del Festival Puccini

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