lunedì 22 luglio 2013

L'insurrezione di Gianmarco Caselli e Jacopo Da San Martino


Si è conclusa ieri, domenica 21 luglio, la presentazione all'Art Festival di Bagni di Lucca della nuova opera del musicista/compositore Gianmarco Caselli, questa volta in collaborazione con lo scultore/pittore Jacopo Da San Martino. Grazie a una location tanto desueta quanto affascinante, Insurrezione offre in chiave originale una denuncia verso l'idolatria degli oggetti di consumo.

Un' ex-macelleria: da questo spunto Caselli è partito per mettere in scena non la morte degli animali, bensì degli umani. In costante ricerca di una definizione di se stesso attraverso il compulsivo acquisto di cose che gli diano un senso, l'uomo è destinato in realtà a morire senza lasciare traccia, mentre i "suoi" oggetti (anche i "modelli vecchi" buttati via) continueranno a vivere. Da qui nasce la denuncia verso gli Anni Ottanta, periodo di trionfo del capitalismo e del consumismo che ha visto esplodere il culto dell'oggetto: è l'insurrezione dell'uomo che cerca di scappare da questa gabbia, di scardinarla ed essere se stesso.

Nello spazio antistante la cella, sono appesi pupazzetti di nylon nero (realizzati da Beatrice Basile), che riflettono appunto la "morte" dell'uomo, relegato a pupazzo dagli oggetti stessi, e tre quadri di Da San Martino: Le tre esplosioni che ho disegnato sono il principio dell'Insurrezione; fuochi covati per troppo tempo sotto le ceneri. Il passato dunque di cui solo piccole schegge sono rimaste. E il futuro, se i tempi, di nuovo inquieti non cambieranno.

Nella cella frigorifera, luogo deputato alla conservazione, c'è la vera e propria installazione: una scultura di oggetti (realizzata sempre da Jacopo Da San Martino) e un televisore, uno dei principali simboli degli Anni '80, che trasmette il SUO segnale, ovvero il video e la musica di Gianmarco Caselli, in pieno stile frenetico dance tipico di quel periodo. La musica è diversa da quella che realizzo di solito. Posso dire di avere fatto un'insurrezione contro il mio stile ed essere ora libero. E' una musica che riflette ritmi dance tipici degli '80, che ne ripropone la reiterazione e la meccanicità, cosa che si può osservare anche nel video.


Auspichiamo che l'interessante installazione possa essere riproposta, opportunamente modificata, anche in altre location, così da diffondere al meglio l'originalità con cui Caselli e Da San Martino affrontano questo tema spesso inflazionato, ma raramente "centrato" a pieno.






Foto cortesemente fornite dagli artisti





0 commenti: