sabato 13 aprile 2013

"La trappola" di Pirandello per Gabriele Lavia


Autore: Silvia Cosentino - Caporedattore di 4rum.it e FULL Magazine

Dal 12 al 14 aprile il Teatro del Giglio di Lucca arricchisce il proprio cartellone con La Trappola, affascinante rivisitazione diretta e interpretata da Gabriele Lavia: ulteriore occasione, per questo grande personaggio del teatro italiano, di riflettere con intensità sui temi pirandelliani.



Il sipario già aperto prima dell'inizio dello spettacolo consente di immergesi subito in una scena maestosa, ammaliante, evocatrice di un tempo sospeso, come incurante dell'alternarsi di giorno e notte: un interno scuro, uno studio, i cui arredi sono dominati dal grigio piombo di alte librerie, una scrivania, un divanetto e due poltrone; altri, pochi, toni di colore sono dati dai volumi presenti sugli scaffali e da alcuni strumenti musicali disseminati qua e là. Il tutto è fiocamente illuminato da una candela, accesa e spenta a più riprese durante la messa in scena, e da luci perlopiù laterali o provenienti dal retro dei mobili, così da creare un'atmosfera tetra e la sensazione di una minaccia incombente. 

In questo contesto si muove Gabriele Lavia, in elegante vestito scuro, spesso coperto da una lunga vestaglia da camera; completamente padrone di ogni centimetro della scena, si muove ora circospetto, ora corre all'impazzata, come un topo in gabbia, in trappola, appunto. Come è ormai consuetudine nei suoi lavori, l'attore e regista introduce e integra la vicenda della novella con un'ampia riflessione/lezione offerta al pubblico circa gli argomenti trattati da Pirandello in questo testo particolarmente drammatico e rappresentativo della sua filosofia. La vita intesa come ineluttabile consapevolezza di morte; la forma sempre uguale a se stessa, all'interno della quale è imprigionato uno spirito scalpitante che, di per sé, non conoscerebbe mai la corruzione della vecchiaia; la "femmina", figura demoniaca che irretisce e conduce l'uomo verso il destino peggiore: quello di concepire una nuova vita, di mettere al mondo un'ennesima creatura infelice, un "morticino" da coccolare. Tutto ciò, cadenzato da una vena umoristica marcatamente pirandelliana, che Lavia riesce perfettamente a incarnare. 


Per quanto tale rielaborazione risulti efficace e interessante, certamente preferiamo la seconda fase dello spettacolo, in cui Lavia si cala pressoché totalmente nel ruolo del personaggio Fabrizio, intrappolato in una vita che non lo rappresenta e che lo conduce, inevitabilmente, a desiderare quella morte sempre presente in ogni istante. Non è necessario introdurre, spiegare, esplicitare Pirandello, giacché le sue parole (siano essere drammaturgia e prosa) arrivano allo spettatore e al lettore come stilettate, senza mezzi termini e bisogno di esegesi; contengono in modo chiaro e lampante tutto ciò di cui si ha bisogno, sia a livello conoscitivo sia emozionale. Proprio perché apprezziamo enormemente la maestria dell'attore milanese, siamo ben coscienti che la messa in scena sarebbe stata ugualmente (anzi, forse maggiormente, epurata da ridondanze...) efficace e coinvolgente nella "sola" rappresentazione della vicenda originale, dato che, spesso, spiegare toglie poesia, fascino a ciò che si vuole narrare.

L'ora e mezzo di spettacolo scorre comunque in modo intenso, in un denso turbinio emozionale che solo i grandi personaggi e i grandi autori sanno offrire, trasportando il pubblico in un mondo altro e, allo stesso tempo, estremamente reale e condiviso da tutti. 



TEATRO DEL GIGLIO

Venerdì 12 aprile ore 21.00 
Sabato 13 aprile ore 21.00 
Domenica 14 aprile ore 16.30

La trappola
da Luigi Pirandello
adattamento e regia Gabriele Lavia
con Gabriele Lavia, Giovanna Guida e Riccardo Monitillo

scene Alessandro Camera
costumi Andrea Viotti
musiche Giordano Corapi
luci Giovanni Santolamazza

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