giovedì 7 marzo 2013

Isa Danieli e Arca Azzurra Teatro al Verdi di Pisa


Questo fine settimana giunge al termine la Stagione teatrale 2012/2013, ideata e organizzata dal Teatro di Pisa e dalla Fondazione Toscana Spettacolo, e a chiudere il sipario sarà una straordinaria signora dello spettacolo come Isa Danieli, con uno dei testi più significativi scritti e diretti da Ugo Chiti per Arca Azzurra Teatro: L’ABISSINA Paesaggio con figure, in scena al Teatro Verdi sabato sera (9 marzo ore 21) e domenica pomeriggio (10 marzo ore 17).

Messo in scena la prima volta dalla compagnia nel 1994, Paesaggio con figure è stata una delle prime pietre di quell’edificio drammaturgico che Ugo Chiti ha costruito negli anni intorno alla sua Arca Azzurra per raccontare, attraverso il microcosmo rurale toscano, la storia del nostro intero paese nel corso di tutto il secolo scorso fino ad approdare a questi anni Duemila.

A caldeggiarne il riallestimento, affascinata dal testo, è stata proprio Isa Danieli, che si è così ancora una volta confermata attrice capace di cogliere su di sé le migliori espressioni della grande tradizione teatrale e musicale (non a caso ha recitato con Eduardo, Strehler, de Simone) ma anche le tensioni umane problematicamente ritratte da autori contemporanei come Manlio Santanelli, Enzo Moscato, Annibale Ruccello e oggi, appunto, Ugo Chiti.
Dopo quasi vent’anni Paesaggio con figure è tornato dunque in scena in un nuovo allestimento e con un titolo aggiornato. Oltre alla naturale seduzione di riprendere testi che in qualche modo hanno segnato anche la storia dell’Arca Azzurra – spiega infatti Ugo Chiti – è stato fondamentale nel suggerirmi questo riallestimento l’incontro con un’attrice come Isa Danieli. Da qui è nata l’idea di introdurre in Paesaggio con figure, una personalità come Isa, con la sua vocalità, con la sua meridionalità tutta napoletana. Attraverso il personaggio di Nunzia, ho potuto affrontare altri temi quali l’emarginazione e il razzismo. Non a caso il titolo è diventato L’Abissina, soprannome abbastanza dispregiativo, tipico nella Toscana della mia infanzia, usato per connotare tutti quelli che venivano dal Sud, i meridionali.

La storia è ambientata nella Toscana rurale dei primi decenni del ‘900 e ruota attorno a un vecchio despota, Lucesio, un ricco proprietario terriero prepotente, poco colto e senza eredi maschi, che in un’agonia continuamente interrotta, sempre sull’orlo di una morte da tutti invocata, è alla ricerca di un erede degno della sua “roba”, per ottenere il quale feconda inutilmente del suo seme malato tutte le donne del paese.  Al suo fianco c’è, da una vita, Nunzia, “l’Abissina”, sua serva e amante fin da quando arrivò, giovanissima, da uno sperduto paese del Sud terremotato e che ora vorrebbe far riconoscere a Lucezio la paternità della figlia Giacinta, una giovane affetta da una evidente deformità…

Sul palco, a fianco di Isa Danieli, gli interpreti storici della Compagnia Arca Azzurra, tutti come sempre eccellenti:  Barbara Enrichi, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci e Lorenzo Carmagnini, Andrea Corti, Giulia Rupi, Cristina Torrisi.

Scene di Daniele Spisa, costumi di Giuliana Colzi, luci di Marco Messeri, musica originale e l’adattamento di Vanni Cassoti e Jonathan Chiti.



Nella foto di L. Bojola: Isa Danieli e Massimo Salvianti

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