martedì 26 febbraio 2013

Il nuovo spettacolo di RezzaMastrella al Puccini di Firenze

Autore: Silvia Cosentino - Caporedattore di 4rum.it e FULL Magazine

Fratto_X, la nuova creatura di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, non è altro se non il coerente proseguimento della delirante, e al tempo stesso lucida, riflessione portata avanti dal grande performer e dell’artista-scenografa. L’habitat è uno spazio neutro, spesso scuro, in cui si staglia una X di stoffa, destinata a essere stravolta, a mutare ampiezza e forma durante lo spettacolo. X come sconosciuto, divieto, X come quell’incognita matematica che, se identica in numeratore e denominatore di una frazione, va ad annullarne il valore. Annullando, quindi, l’esistenza stessa. Appunto questo fa Rezza (con l’aiuto in scena del bravissimo Ivan Bellavista), crea per poi annullare, vomita parole per distruggerne, in realtà, il senso e lo scopo. L’inizio non potrebbe essere più eloquente grazie alla sentenza di una spensieratezza che va stroncata alla nascita; le “forme”, le situazioni via via proposte indagano l’assurdità e l’inutilità del dialogo tra persone. Non c’è comunicazione, non c’è scambio, semplicemente individui che si affannano a parlare, spiegare, interagire, per poi accorgersi di essere, comunque, da soli: esilarante la schermaglia amorosa tra un’ipotetica coppia, in cui la voce di Rezza va a ricoprire entrambi i ruoli, portando così il dialogo verso il non sense

Una volta annullati, smontati eloquio e fisicità, non resta (come sempre per questo straordinario performer), altro che ripartire da zero, da quella X, lasciarsi andare, straziando e ridicolizzando il corpo, in un turbinio di situazioni dai ritmi ora frenetici, ora lancinanti nella lentezza e nella coazione a ripetere. Ci ritroviamo a ridere a crepapelle delle bassezze tanto impietosamente scandagliate sul palco, in preda a un masochismo che ci porta a godere della cruda esplicitazione delle nostre miserie; è invece un certo sadismo a farci gongolare delle invettive di Rezza verso parte del pubblico, comunque consci di non essere proprio noi il suo bersaglio solo per un puro caso. Perché, in fondo, la psicosi da cofanetto dei Fratelli Karamazov (in cui, secondo l’adattamento di Rezza, non succedere un bel niente, visto che il protagonista è un figlio unico) si manifesta a noi, nella vita, sotto varie, insidiose forme, a cui ben difficilmente siamo immuni. Forse, quel cofanetto tanto desiderato non è altro che la trasposizione materialistica di una salvezza psicologica, di un qualcosa che sappia distrarci da una vita costellata di mediocrità; alla fine dei conti, quello stronzo di Maurizio alberga un po’ in tutti noi.


Recensione relativa a venerdì 15 febbraio 2013


Teatro Puccini di Firenze
venerdì 15 e sabato 16 febbraio ore 21.00

RezzaMastrella – Fondazione TPE – La Fabbrica dell’attore presentano
Antonio Rezza in
Fratto _ X
di Flavia Mastrella e Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista
con la partecipazione di Timoty Granger
mai scritto da Antonio Rezza
habitat di Flavia Mastrella
assistente alla creazione Massimo Camilli
organizzazione generale Stefania Saltarelli
disegno luci Mattia Vigo

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