sabato 26 gennaio 2013

"La grande magia": quando il trucco c'è, e si vede.


Autore: Silvia Cosentino - Caporedattore di 4rum.it e FULL Magazine

In questo fine settimana (25, 26, 27 gennaio) il Teatro del Giglio di Lucca ha proposto La grande magia, commedia di Eduardo De Filippo tra le meno conosciute e rappresentate; uno spettacolo gradevole, ma di certo non tra i migliori del genio partenopeo. 


In linea con le tematiche pirandelliane, l'autore riflette sul confine, spesso impalpabile, tra la realtà e l'illusione creata dall'uomo per evitare di affrontare la dura verità delle cose. Il Professor Otto Marvuglia (Luca De Filippo) fa “sparire” durante uno spettacolo di magia la moglie di Calogero Di Spelta per consentirle di fuggire con l’amante e fa poi credere al marito che potrà ritrovarla solo se aprirà con totale fiducia nella fedeltà di lei la scatola in cui sostiene sia rinchiusa. La donna tornerà pentita, ma il marito, invecchiato e ormai fuori di sé, si rifiuterà di riconoscerla, preferendo restare ancorato all’illusione di una moglie fedele. 

L'azione si svolge (non senza lungaggini e ripetizioni di concetti) in tre ambienti differenti: il variopinto albergo in cui avviene lo spettacolo di magia, i cui colori vivaci contrastano con la tetra, spoglia abitazione del mago stesso, prima e la casa di Di Spelta, poi. Come spesso accade nelle commedie dello scrittore agrigentino, anche qui è continua l'oscillazione tra situazioni, se non comiche, tali da suscitare il sorriso, e altre tendenti al drammatico, volte a scandagliare le fragilità dell'animo umano. Tuttavia, se in Pirandello e nell'Eduardo meglio riuscito, questi temi sono svolti compiutamente attraverso un tempo che consenta di individuare un inizio, un centro e una fine, qui tutto è più abbozzato, fatto di accenni senza sviluppo scenico. I tanti personaggi comprimari presenti sono in realtà inconsistenti meteore destinate a essere dimenticate una volta scese dal palco, in quanto ininfluenti alla vicenda primaria; le pur belle scenografie, curate nei dettagli e di forte impatto dal punto di vista illuminotecnico, appaiono piuttosto come orpelli di una struttura drammaturgica fragile e poco convincente, incapace di tenere testa a un argomento di per sé alquanto interessante e denso. 

Del resto, si sa, neppure i più grandi, in ogni campo, possono annoverare solo capolavori tra le proprie opere e per questo, con l'indulgenza che sempre ci piace riservare ai "miti", immaginiamo che Eduardo e la sua strepitosa compagnia (che nel tempo ha formato nomi rivelatisi fondamentali per il teatro e il cinema italiano), abbiano saputo ovviare, grazie a un'estrema maestria e ai perfetti tempi comici, al traballamento di questa commedia. Lo stesso, purtroppo non è possibile dire in questo caso: il pur sempre bravo Luca De Filippo appare quasi svalutato dal ruolo stesso, sottotono, come imprigionato in vesti solo abbozzate; i suoi compagni di avventura, ugualmente, non riescono a conferire ai personaggi quel valore aggiunto, quel qualcosa in più, che potrebbe sollevare le sorti di una commedia di fatto poco significativa. Senza infamia e senza lode, diremmo, e questo, dal teatro di Eduardo, lo digeriamo male: un vestito non proprio degno di nota, adeguato addosso a colui per il quale è stato cucito su misura, ma pieno di piccoli, grandi difetti per chi lo indossi di "seconda mano".


Recensione relativa alla replica di venerdì 25 gennaio 2013


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Teatro del Giglio, Lucca
Venerdì 25 e sabato 26 gennaio, ore 21
Domenica 27 gennaio, ore 16.30


LA GRANDE MAGIA
di Eduardo De Filippo

regia Luca De Filippo
scene e costumi Raimonda Gaetani
luci Stefano Stacchini
consulenza magica Bustric

con 
Luca De Filippo 
e con
Paola Fulciniti, Alessandra D’Ambrosio, Carmen Annibale, Lydia Giordano, Massimo De Matteo, Antonio D’Avino, Daniele Marino, Gianni Cannavacciuolo, Nicola Di Pinto, Giulia Pica, Carolina Rosi, Giovanni Allocca


Foto di Tommaso Le Pera, per gentile concessione del Teatro del Giglio

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