martedì 22 gennaio 2013

Al Teatro del Giglio va in scena "La grande magia" di Eduardo De Filippo


La grande magia, commedia tra le meno rappresentate tra quelle di Eduardo De Filippo, messa in scena solo dal grande drammaturgo napoletano con la sua compagnia, e poi da Giorgio Strehler con il Piccolo Teatro dei Milano nel 1985, arriva al Teatro del Giglio venerdì 25 gennaio (repliche sabato 26 e domenica 27) per la regia di Luca De Filippo - che ne è anche interprete nel ruolo di Otto Marvuglia - insieme a Massimo De Matteo, Nicola Di Pinto e Carolina Rosi.


Luca De Filippo nelle sue note di regia allo spettacolo, afferma: “...è un Eduardo cinico e disincantato quello che scrive La grande magia. Ci consegna l’immagine di un’Italia immobile, prigioniera di circostanze immutabili, un Paese che si lascia scivolare in un insensato autoinganno: come Calogero Di Spelta, preferisce credere che Marta, la moglie, non sia fuggita con l’amante, bensì che lo attenda chiusa nella piccola scatola di legno che l’illusionista Otto Marvuglia gli ha consegnato...”.

Ne La grande magia tema predominante è il rapporto tra realtà, vita e illusione: il Professor Otto Marvuglia fa “sparire” durante uno spettacolo di magia la moglie di Calogero Di Spelta per consentirle di fuggire con l’amante, e fa poi credere al marito che potrà ritrovarla solo se aprirà con totale fiducia nella fedeltà di lei la scatola in cui sostiene sia rinchiusa. Alla fine la donna ritorna pentita, ma il marito si rifiuta di riconoscerla, preferendo restare ancorato all’illusione di una moglie fedele custodita nell'inseparabile scatola. Così il protagonista Otto Marvuglia “professore di scienze occulte, celebre illusionista” - come recita la locandina prima del testo - fa sì tornare alla mente la figura di SikSik “artefice magico” ma con ben altre scaltrezze e capacità di manipolare: e tutto diviene più inquietante.

A chi gli chiedeva cosa avesse voluto dire con La grande magia, Eduardo rispondeva di aver voluto significare che “la vita è un gioco, e questo gioco ha bisogno di essere sorretto dall’illusione, la quale a sua volta deve essere alimentata dalla fede…. Ogni destino è legato ad altri destini in un gran gioco eterno del quale non ci è dato scorgere se non particolari irrilevanti” (Il Dramma, marzo 1950).

Considerando il periodo di scrittura e prima messa in scena del testo, che si assesta tra il 1947 e il 1950, ne va rilevata la modalità coraggiosamente sperimentale, con numerosissimi riferimenti metateatrali: Eduardo parla in modo preciso del rapporto tra il mondo del teatro e quello degli spettatori, e dei confini, invisibili ma invalicabili, tra queste due realtà complementari. Ma parla forse anche della crisi di un autore che aveva creduto di trovare la propria funzione negli anni difficili ma pieni di speranza e di entusiasmo del primo dopoguerra e si accorge che il mondo - cieco e sordo - preferisce non guardare in faccia la realtà: in particolare il teatro è considerato un’arte accessoria, non uno strumento di allerta ma solo un tranquillizzante gioco di illusione.


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Per informazioni: 
biglietteria@teatrodelgiglio.it
www.teatrodelgiglio.it


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Teatro del Giglio, Lucca
Venerdì 25 e sabato 26 gennaio, ore 21
Domenica 27 gennaio, ore 16.30


LA GRANDE MAGIA
di Eduardo De Filippo

regia Luca De Filippo
scene e costumi Raimonda Gaetani
luci Stefano Stacchini
consulenza magica Bustric

con 
Luca De Filippo 
e con
Paola Fulciniti, Alessandra D’Ambrosio, Carmen Annibale, Lydia Giordano, Massimo De Matteo, Antonio D’Avino, Daniele Marino, Gianni Cannavacciuolo, Nicola Di Pinto, Giulia Pica, Carolina Rosi, Giovanni Allocca


Foto di Tommaso Le Pera, per gentile concessione del Teatro del Giglio

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