sabato 29 dicembre 2012

La migliore offerta - Giuseppe Tornatore


Autore: Roberto Bernocchi

Virgil Oldam è un uomo non più giovane. Nella vita, esercita la professione di antiquario e battitore d’aste, mestiere con cui si è guadagnato una certa fama internazionale. Nel tempo, si è chiuso in se stesso, rifiutando i rapporti personali e quelli con le donne. Scorbutico, puntiglioso, determinato, vive in solitudine collezionando capolavori d’arte, fino a quando non conosce una giovane ragazza piena di problemi che vuole affidargli la vendita delle proprietà di famiglia. Da lì nasce una storia di amore che porta all’imprevedibile.

Un film che non ti aspetti. Ti conquista piano piano, raccontandoti da vicino la vita di Virgil (Geoffrey Rush): inizialmente un personaggio rigido, antipatico, nevrotico. Persino egoista e disonesto. Ma col passare del tempo, egli fa emergere nuovi tratti della sua personalità e quella scorza che lo rendeva impermeabile e detestabile si rivela essere un semplice meccanismo di difesa, dovuto alla paura di vivere e alla sofferenza, conosciuta fin da quando era piccolo. Questa paura di vivere si incrocia con quella di Claire, fragile e giovane donna, che rifiuta di uscire dalla sua proprietà, ingabbiata in una violenta agorafobia.

Un film che approfondisce le relazioni, indaga sui rapporti affettivi e sulle sfumature dell’amore, acerbo e immaturo. Virgil ha paura, scappa, ritorna, si indigna, si inginocchia, conosce gli eccessi emotivi del rifiuto e quelli della passione. Per imparare quanto fino ad allora gli era sconosciuto ha bisogno di fare domande e di avere conferme. Ma le risposte che riceve non sono rassicuranti. “Vivere con una donna è esattamente come partecipare a un’asta. Non sai mai se la tua offerta sarà la migliore” o ancora “I sentimenti umani sono come le opere d’arte. Si possono simulare”.
Virgil ha sempre sublimato l’amore con la passione per l’arte e l’arrivo di Claire non potrà che sconvolgerlo.

“La migliore offerta” è un film intenso, profondo, d’amore e sensibilità. Ma anche un thriller misurato, quando nel finale si apriranno nuovi orizzonti che costringeranno lo spettatore a riconsiderare ogni riflessione precedente (e qui mi fermo).
È un viaggio nell’arte, attraverso ritratti e immagini di quadri da scoprire e ammirare. Ma anche un viaggio musicale, accompagnati dalle composizioni originali di Ennio Morricone che firma la colonna sonora, in modo forse più discreto del solito.
Impreziosito dall’interpretazione di Ruch e dalla presenza di Donald Shuterland il film di Tornatore, il primo girato in digitale, riuscirà certamente ad attirare l’attenzione di un pubblico internazionale, grazie ad uno sguardo universale che poco cinema italiano sa offrire.

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