martedì 16 ottobre 2012

Gianmarco Caselli, talento in ascesa malgrado Lucca

Autore: Silvia Cosentino, caporedattore di FULL Magazine e 4rum.it
Foto: Elena Fiori


I lettori di FULL Magazine e 4rum.it ben sanno che il compositore Gianmarco Caselli è uno degli amici più assidui delle nostre testate. Amico in quanto figura dinamica, interessante, dal complesso profilo umano e professionale, dei cui progetti è sempre stimolante scrivere. Amico perché, esattamente come noi, persegue la sua strada senza cedere il passo a questi tempi durissimi; senza arrendersi, continua a fare arte e a diffonderla nel suo personalissimo modo, nella convinzione che le cose possano cambiare. Gianmarco Caselli ha un grosso problema: quello di essere lucchese. Questa Lucca gioiellino, perla della Toscana, città natale dell'ormai stravolto Giacomo Puccini, questa città impietosa verso quei giovani che tentano di emergere con originalità, evitando strenuamente certi canali sclerotizzati. Proprio come è capitato e capita a FULL Magazine, che, pur nata a Lucca, non ha trovato 'in casa' particolare terreno fertile se non in termini di lettori, ma che ha saputo poi farsi strada in altre località italiane, nonché all'estero.

Se la città ci evita, meglio allora guardare oltre, magari verso realtà ben più complesse, da cui difficilmente sarebbe possibile auspicare un certo tipo di riscontro. Invece, dopo vari riconoscimenti, composizioni commissionate ed esecuzioni in giro per il mondo (New York, Barcellona, Berlino...), l'ultimo impegno di Gianmarco Caselli ha avuto luogo lo scorso 10 ottobre a Milano, per la precisione allo Spazio Oberdan della Cineteca Italiana, in occasione del Gran Festival del Cinema Muto.

Nella foto sotto: da sinistra Rossella Spinosa, Alessandro Calcagnile e Gianmarco Caselli
Il presidente del Centro Musica Contemporanea di Milano, Rossella Spinosa, e il nostro hanno sonorizzato il film muto I Nibelunghi – La vendetta di Crimilde, secondo episodio della saga di Fritz Lang, con una partitura originale appositamente composta e realizzata in prima assoluta. Rosella Spinosa ha scritto ed eseguito le musiche per pianoforte (che hanno ricoperto gran parte della sonorizzazione), mentre Caselli ha composto ed eseguito quelle per elettronica, cercando ancora nuove, personali soluzioni.

Ne è emersa una performance vibrante, fatta di percorsi musicali tesi a sottolineare nei modi più disparati e desueti ambientazioni, atmosfere e suggestioni, quasi esasperando l'espressività delle già potenti immagini. Un ulteriore passo avanti, quindi, per il nostro compositore, con il quale ben volentieri indugiamo su alcune, inevitabili riflessioni.

Innanzitutto raccontaci come si è svolto questo progetto...
Per quel che riguarda la mia parte, ho cercato di sottolineare ciò che accadeva sulla pellicola; in alcuni casi la mia musica può apparire decontestualizzante, visto che per certe scene ho utilizzato sonorità e brani di ricerca, magari con voci modificate e riassemblate l'una sull'altra, mentre per altre ho scritto musiche più melodiche, utilizzando un sintetizzatore. Eccezion fatta per alcuni suoni realizzati in studio, è stato eseguito tutto rigorosamente dal vivo, utilizzando un controller per manovrare il sintetizzatore e un MAC per mischiare insieme varie sonorità.

È stata quindi un'altra opportunità importante che sicuramente hai meritato in pieno... Un'esperienza del genere sarebbe stata possibile a Lucca?
Ho più volte proposto a Lucca, ad alcune realtà culturali, l'idea della sonorizzazione dal vivo di un film muto con l'elettronica, ma è sempre caduta nel vuoto, mentre mi sono ritrovato a suonare in una sala della Cineteca Italiana a Milano, piena di pubblico, collaborando con una pianista del calibro della Spinosa: ovviamente la cosa lascia da pensare. Non c'è attenzione verso tanti nostri talenti: pensiamo a  Marcantonio Lunardi e alla sua videoarte, poco considerata a Lucca, ma tanto riconosciuta all'estero (NdR. Con il lavoro "Suspension", Lunardi sarà presente in novembre alla Joyce Yahouda Gallery di Montreal in Canada). Ogni tanto qualcosa accade, c’è un po’ di attenzione da parte di alcuni, ma è in genere più faticoso avere opportunità qui che in altri contesti magari ben più complessi e ampi. È assurdo. Speriamo che mi succeda come a Puccini: non lo volevano a Lucca e ha trovato il successo internazionale! (NdR. Ride)

Più in generale, non è conosciuto il tipo di linguaggio attraverso il quale tu e i tuoi colleghi fate musica...
Sì, è un problema di linguaggio e di chi gestisce le istituzioni. Questo è un paese morto, gerontocratico, che non lascia spazio ai giovani. Ci sono rassegne concertistiche improntate sempre più sul tradizionale, in particolare sull'Ottocento. Tutto ciò che è successivo viene percepito strano e a volte deriso, considerato non-musica. Come se John Cage non fosse nato cento anni fa: questi non sanno neppure chi fosse, Cage! Per questo si insiste con programmi tutti basati sull'Ottocento: perché si ha paura che, diversamente, le sale non vengano riempite. Le sale vengono riempite, ma i giovani presenti sono ben pochi... Per fortuna, proprio grazie al centenario di Cage, anche a Lucca alcune belle iniziative ci sono state.

Segui qualche “scuola” artistico/musicale in particolare?
No. Sono molto affascinato proprio dalla ricerca di Cage e di altri autori come Stockhausen, ma adoro anche classici come Mozart e Puccini. Non riesco a credere a una scuola in particolare e non credo si debba parlare di musica contemporanea in opposizione ad altri stili: oggi posso scrivere un pezzo in cui tiro sassi in una pentola, domani un pezzo melodico con il pianoforte. Mi sento libero: l’importante però, per me, è che ci sia una continua ricerca in tutto ciò che faccio; che niente sia banale. Mi entusiasma registrare suoni, che catturo nella vita di tutti i giorni e poi dare loro nuova vita modificandoli con l’elettronica: da un clacson, a una voce, a una forchetta che cade. Il Suono.

I giovani, in genere, non sono adeguatamente formati, con il risultato che certi canali risultano inarrivabili, indecifrabili. Da cosa si dovrebbe partire?
Educazione musicale obbligatoria in tutte le scuole. Mi sembra, però, che sul versante "scuola" stiano accadendo cose strane... Ho sentito che in alcune regioni, non si capisce perché solo in quattro regioni e inspiegabilmente solo del Sud, verranno distribuiti tablet ai docenti; non tratta di un privato che dà tablet alle scuole della sua città come accaduto a Lucca, ma di un governo nazionale che dà i tablet solo ad alcuni docenti; sarebbe il caso, invece, che i professori non dovessero portarsi da casa i gessi o la carta igienica, come accade in alcuni istituti. Il problema è che il potere e i governi sono totalmente scollegati dalla realtà. Per non farla percepire inavvicinabile, ogni città dovrebbe proporre molti più incontri di arte contemporanea, inserita in modo del tutto naturale in vari contesti per educare il popolo, ma purtroppo rimango dell'idea che ci sia piuttosto la volontà di dis-educare. Tenere il popolo ignorante per governarlo meglio lasciandogli i soldi per comprare un cellulare e un televisore.
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Gran Festival del Cinema Muto
Rossella Spinosa (pianoforte) e Gianmarco Caselli (elettronica)
mettono in musica "I Nibelunghi - La vendetta di Crimilde"
Musiche di Spinosa e Caselli
Mercoledì 10 ottobre, ore 20.30 – Milano, Spazio Oberdan (Cineteca Italiana)
I Nibelunghi – 2. parte: La vendetta di Crimilde
Regia: F. Lang v. o. sott. it. - Sc.: Thea von Harbou da Die Nibelungenlied, la Saga di Norse e
altre fonti - Fot.: Carl Hoffmann, Gunther Rittau, Walter Ruttmann - Interpreti: Gertrud Arnold,
Margarethe Schön, Hanna Ralph, Paul Richter, Theodor Loos, Rudolf Klein-Rogge
Germania, 1924, b/n, 131’, muto, copia restaurata.
Sinossi: Dopo la morte di Sigfrido, Crimilde sposa Attila, il Re degli Unni. Dopo la nascita di un
figlio, Crimilde invita i suoi fratelli ad una festa. Nel frattempo cerca di convincere Attila e gli altri
Unni ad uccidere Hagen, l’assassino di Sigfrido, protetto dai fratelli di lei.

L’evento rientra in un progetto collettivo di sonorizzazione curato proprio dalla pianista e compositrice Rossella Spinosa. Al festival partecipano anche diversi altri artisti e formazioni che collaborano con la compositrice alla parte musicale delle diverse proiezioni: l’Orchestra Sinfonica “I Pomeriggi Musicali” di Milano, il Gruppo da Camera “I Solisti Lombardi” e gli artisti del Centro Musica Contemporanea di Milano coinvolti per la sonorizzazione di sei pellicole di Lang con musica elettronica, in un connubio tra composizioni per pianoforte solo e nuove sonorità.

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GRAN FESTIVAL DEL CINEMA MUTO
Spazio Oberdan - Milano


Edizione 2012: FRITZ LANG
in collaborazione con Fondazione Cineteca Italiana, F.W. Murnau Stiftung di Wiesbaden e Centro Musica Contemporanea di Milano.
Ideazione e direzione artistica
Alessandro Calcagnile e Rossella Spinosa

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