martedì 11 settembre 2012

Passion - Brian De Palma

Autore: Giovanni Pesce

Alla sessantanovesima edizione della Mostra del Cinema di Venezia approda il regista Brian De Palma, segnando il suo ritorno alla regia di un thriller erotico, genere a lui caro in cui è riuscito brillantemente a rappresentare e a fondere ossessioni sessuali con brividi e colpi di scena memorabili. In una multinazionale di Berlino si svolge il duello tutto al femminile tra Christine e Isabelle, rispettivamente una dirigente e una sua sottoposta. Uno scontro in crescendo in cui l'ambizione delle donne non risparmia umiliazioni e tradimenti sino a sfociare in un omicidio che coinvolge anche la segretaria e il fidanzato della sensuale e perversa dirigente. Un prodotto patinato, che risulta essere un’autocitazione delle soluzioni adottate dal regista in pellicole precedenti; Passion delude lo spettatore sfiorando il ridicolo.

Il pubblico non gli ha risparmiato risa e critiche a fine proiezione. De Palma si ritrova a maneggiare situazioni già abusate senza infondere nulla di nuovo, anzi ricorrendo ad escamotage onirici che, invece di condurre nell'abisso delle menti perverse e crudeli dei personaggi, appesantiscono la narrazione e innervosiscono lo spettatore. Il più delle volte il film rimanda a Vestito per uccidere, soprattutto nel finale dove, più che ad un'autocitazione, si assiste ad una mera copiatura di sequenze e particolari del film del 1980.

 Non delude invece il talento registico di De Palma, capace di creare atmosfere tese e oscure grazie ad un uso magistrale delle luci e nell'uso di tecniche, come lo split screen, che stravolgono la linearità della trama infondendole un certo fascino visivo. Da sottolineare anche l'interpretazione delle due protagoniste, punto di forza del film, che reggono con abilità i loro personaggi e i continui primi piani con grande presenza scenica. Un film per niente erotico, al contrario di ciò che era stato annunciato, che non concede nulla al voyeurismo dello spettatore. Un film che esplora il potere del sesso come arma per sottomettere il prossimo.

Un tema affascinante ma che viene trattato con sufficienza nel tentativo di sorprendere il pubblico con continui colpi scena, talmente ricercati e costruiti da non sortire alcun effetto.

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