sabato 29 settembre 2012

Ancient Gonzo Wisdom: le sagge riflessioni di uno scrittore spericolato


Autore: Ilenia Venditti

Ancient Gonzo Wisdom: Interviews with Hunter S. Thompson (2009) è una raccolta di interviste rilasciate da Hunter S. Thompson tra il 1967 e il 2005, l’anno del suicidio dello scrittore di Paura e delirio a Las Vegas (1971). Nelle interviste Thompson ripercorre gli eventi più importanti di quattro decenni di storia americana: l’assassinio di J. F. Kennedy, il Watergate e le dimissioni di Richard Nixon, la sparatoria alla Kent State University, gli attacchi dell’11 settembre e la guerra in Iraq. 

Thompson non risparmia giudizi sui presidenti americani che si sono succeduti al potere: reitera il suo già noto odio per Nixon, lo scetticismo nei confronti di Bill Clinton e le critiche alla politica fallimentare di George W. Bush. Da giornalista, ricorda il ruolo avuto dalla stampa nelle dimissioni di Nixon, ma anche la notte in cui chiacchierò di football per diverse ore con il presidente.

E racconta come il giornalismo gonzo sia nato per sbaglio quando era in ritardo sulla consegna di un articolo per lo Scanlan’s Monthly e finì con l’inviare alla rivista pagine di appunti strappate dal suo taccuino. Sia l’editore che i lettori della rivista adorarono l’articolo, che uscì nel giugno 1970 con il titolo “The Kentucky Derby is Decadent and Depraved” e segnò una svolta in campo giornalistico. Il termine gonzo venne usato per la prima volta dal giornalista del Boston Globe Bill Cardozo in riferimento allo stile di Thompson e venne poi adottato da quest’ultimo.   

Thompson ricorda poi la lunga amicizia con Allen Ginsberg, fondatore del movimento beat, e la delusione causatagli dalla scoperta che Timothy Leary aveva lavorato come informatore per l’FBI e causato l’arresto di molti personaggi della controcultura. Tra i motivi di rammarico ci sono anche la perquisizione di 11 ore della sua casa in Colorado nel 1990, che criticherà appellandosi al quarto emendamento, e la sua caricatura come Uncle Duke nella vignetta Doonesbury curata da Garry Trudeau.

Tra le sue iniziative più improbabili c’è invece la candidatura a sceriffo di Aspen, persa per pochi voti e per la quale aveva fondato un movimento chiamato “Freak Power”, e la bufala sull’uso di ibogaina da parte di Edmund Muskie, candidato democratico alle presidenziali del ’72. Thompson aveva addotto la droga come unica spiegazione per il comportamento di Muskie, ma molti lo avevano preso in parola e lui non se l’era sentito di smentirli subito. Per Thompson partecipare alla vita politica significa controllare il proprio territorio e la corsa a sceriffo faceva parte dei suoi tentativi di difendere la sua Woody Creek dalla speculazione edilizia.

Le interviste più recenti che chiudono la raccolta ci offrono un Thompson nostalgico dei tempi in cui i giornalisti avevano il potere di far dimettere un presidente, come nel caso dell’impeachment di Nixon,  e amareggiato per la politica adottata dagli Stati Uniti in seguito alla tragedia delle Torri Gemelle. Da sempre restio a politiche autoritarie e leggi restrittive, critica il Patriot Act e la facilità con cui gli americani hanno rinunciato alla loro libertà in cambio di maggiore sicurezza.

Conoscendo l’indole di Thompson non stupisce che, pur essendo un marito e un padre affettuoso, lo scrittore non rinneghi il suo passato e non abbia rinunciato alle sue abitudini stravaganti. Oltre al consumo ancora notevole  di alcol, resta costante la sua passione per le armi, che l’ha portato a entrare nell’NRA (National Rifle Association, un’organizzazione che difende il diritto al possesso e al porto delle armi da fuoco negli Usa) e a collezionare un vero e proprio arsenale, che comprende anche armi d’assalto (comprate, assicura Thompson, quando acquistarle era ancora legale). 

Così come è difficile stabilire se molte delle opere del giornalista e romanziere rientrino nella categoria narrativa o saggistica, “fiction” o “non fiction”, resta il dubbio di come descrivere il suo atteggiamento da intervistato. Thompson può sfidare l’intervistatore, costringerlo a leggere estratti delle sue opere, ascoltare o guardare sport in sottofondo o parlare di opere che non completerà mai. Dopo i dissapori che aveva avuto con Jann Wenner e che avevano segnato il suo allontanamento da Rolling Stone tempo prima, negli ultimi anni di vita Thompson collabora con l’emittente ESPN curando una colonna sportiva. Proprio come quando nel 1960 aveva cominciato come giornalista a San Juan, Porto Rico con la rivista El Sportivo. 

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