sabato 18 agosto 2012

La splendida Butterfly di Silvana Froli


Autore: Silvia Cosentino - Caporedattore di 4rum.it e FULL Magazine

Venerdì 17 agosto il 58esimo Festival Puccini ha proposto la quarta e ultima replica di Madama Butterfly: abbiamo seguito nuovamente questo già noto allestimento del 2000 (firmato da Vivien Hewitt alla regia e Kan Yasuda alle scene) per assistere al bel debutto su questo prestigioso palcoscenico del soprano lucchese Silvana Froli: una Cio-Cio-San complessa, dalle mille sfumature, immaginiamo molto vicina a quello che Giacomo Puccini avrebbe voluto.


La scenografia estremamente minimalista realizzata dallo scultore giapponese Kan Yasuda mira a tratteggiare non tanto un luogo fisico, quanto un luogo dello spirito, in cui trovano svolgimento i sentimenti della protagonista. Quella di Butterfly è infatti la tragica storia dello scontro tra due mondi lontani, ma ancor più dell'infrangersi di un'interiorità fatta di cose piccole e silenziose, di una solitudine emotiva che non sembra trovare possibilità di riscatto. Due asettici monoliti chiari posti su una piccola pedana individuano le pareti della casa di Butterfly, sostituiti poi da una struttura aperta a forma di parallelepipedo, luogo di passaggio fisico e metafisico. Tutt'intorno, solo il nero di fondali e quinte. Nessun altro elemento (solo pochi oggetti qua e là, tesoro della protagonista) va a riempire il palco, suscitando un senso di vuoto: è la desolazione, a tratti grottesca, del mondo giapponese, a cui Cio-Cio-San si oppone con la propria scelta d'amore; è il baratro dell'inganno, della speranza tradita, che per la tenue farfalla non trova altra soluzione se non quella del gesto estremo. In questo spazio spoglio, la cui vastità è esasperata dai pochi elementi citati, tutto è affidato a voci e a gesti che siano in grado di esprimere tutta la complessità della partitura pucciniana: si è nudi, senza possibilità di dissimulare o di appoggiarsi ad altro se non alla propria abilità. 

Ecco quindi che diventa fondamentale l'interpretazione di Silvana Froli: come sempre, in lei canto e mimica sono intrisi di impercettibili passaggi intenzionali, di repentini (non per questo meno coerenti) metamorfosi, che splendidamente rendono l'intensa anima del personaggio. Occorrono occhi e orecchi particolarmente attenti per abbattere le contingenze purtroppo non ottimali di questo teatro all'aperto per apprezzare il più possibile questa perfomance: dalla solenne dolcezza con cui, più simile alla Vergine Maria che a una geisha, Butterfly si offre al suo sposo e alla sua nuova vita, alle sussurrate confessioni della sua intimità più recondita, alla disperata dignità con cui compie l'estremo gesto. La Signora Froli è pienamente convincente oltre che bellissima, grazie a quel vigore (immaginiamo innato) che sembra perfettamente rispondere ai canoni dell'interprete pucciniana: timbro importante, struggente determinazione, forte consapevolezza della propria femminilità.

Al suo fianco, buona l'interpretazione di Aquiles Machado nel ruolo di Pinkerton e particolarmente convincenti quelle di Kartal Karagedik (Sharpless) e di Annunziata Vestri (Suziki). Valerio Galli ben dirige l'Orchestra del Festival Puccini, sebbene il Primo Atto venga svolto con una pacatezza che rende in qualche modo faticoso lo scorrere della vicenda. Uno spettacolo complessivamente emozionante e centrato, grazie principalmente alla capacità di interpreti che dimostrano di aver ben intercettato lo spirito pucciniano.









Madama Butterfly
di Giacomo Puccini
Librettisti: Giuseppe Giacosa, Luigi Illica

Cio Cio San: Silvana Froli

Suzuki: Annunziata Vestri

Kate Pinkerton: Sara Cervasio

B.F.Pinkerton: Aquiles Machado

Sharpless: Kartal Karagedik

Goro: Nicola Pamio

Lo Zio Bonzo: Luca Dall'Amico

Direttore e Maestro Concertatore: Valerio Galli

Regia: Vivien Alexandra Hewitt

Scene: Kan Yasuda

Costumi: Regina Schrecker

Orchestra e Coro del Festival Puccini

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