lunedì 27 agosto 2012

Il cavaliere oscuro - Il ritorno - Christopher Nolan (Anteprima)


Autore: Giuseppe Origo

In quest’epoca di mode transitorie, finalmente l’aggettivo “nerd” ha trovato una parentesi di ribalta, spinto da fenomeni pop come Jobsèmmorto, The Big Bang Theory e il “Megusta” di Facebook, ha involontariamente scalato le alte vette del trend, verso una emancipazione stilistica che lo ha visto innalzarsi fino alle vetrine dei negozi di Corso di Porta Ticinese…
Beh, senza aver mai indossato un paio di occhialoni a televisore né necessariamente aver mai sofferto prepotentemente di acne, ho trascorso la buona metà della mia esperienza terrena innanzi a giochi di ruolo online (e non) o immerso nelle pagine patinate di quel mondo in cui, qualunque cosa il fato decidesse di scagliare sull'umanità c’era da stare tranquilli perché un amichevole tizio in calzamaglia e/o mantello sarebbe puntualmente giunto a risolvere il tutto.

Forse sono un nerd, in fondo non me ne frega una mazza…In ogni caso era dall’annuncio della Warner, nell’aprile del 2010, che aspettavo l’ultimo nolaniano Batman. Scalzati Natale e festività varie sul podio delle “ricorrenze di cui me ne frega qualcosa” l’uscita del film era diventato mio assoluto e unico obbiettivo, “il primo mio pensiero che al mattino mi sveglia, l’unico desiderio che la notte mi culla” (grazie Max, poeta dell’ oggidì).
E così ieri, in compagnia di altri 8 facinorosi accuratamente selezionati, con indosso la camicia buona (quella della Domenica, dei Funerali e delle “ricorrenze di cui me ne frega qualcosa”) alle ore 20:30 ero davanti al cinema con in mano i biglietti per l’anteprima del Pipistrellone (prenotati con quel mese di anticipo necessario per placare parzialmente il mio timore di “e se non riesco ad esserci?”), che sarebbe iniziata l'orapiùventiminutidipubblicità dopo, dandomi così il tempo di iperventilare in un sacchetto per far rallentare il battito cardiaco. I trailer non li ricordo, forse ero in trance o privo di coscienza in quel momento…

Ok. Passiamo all’ Opera.
Le aspettative, dopo le ottime performance dei primi due episodi, erano davvero altissime, la paura tanta: sapere che il villain di turno, l’erede del mortoimmortale Joker di Ledger, sarebbe stato Bane, mi aveva lasciato pietrificato (Bane è Flagello, cioè, quell’ ammasso di steroidi che reggeva le sottane di Uma Thurman nell’opinabile BatTentativo di Joel Schumacher, ripetendo sincopatamente il suo stesso nome come un fottuto pokemon)
Beh, stronzate! 
165 minuti (con una pausa popcorn imposta a metà, mannaggiaalcapitalismoinfame) di pura estasi cinematografica sotto ogni punto di vista.

In un susseguirsi di finezze registiche e interessanti proposte di fotografia, senza che l’effetto speciale risulti mai ridondante, l’impeccabile sceneggiatura è presentata e portata avanti in modo magistrale. 
Ogni personaggio trova una sua piena emancipazione, tutti i tasselli si incastrano perfettamente nel puzzle creato da Nolan, sebbene le proporzioni della trama siano colossali. 

La retorica c’è, secondo la migliore tradizione della SuperHero Story, ma non cade mai nel pedante superando uno dei maggiori rischi del genere: lo scadere nel pacchiano.
Batman è Cazzuto, Bane è Cazzuto, Catwoman ha un culo stellare e…no, preferiso evitare spoiler (forse “stellare” è riduttivo come aggettivo…).
Colpi di scena neanche troppo scontati, azione giustamente presente ma mai prosaica né preponderante e scene di guerriglia urbana che il G8 di Genova a confronto sembra il raduno nazionale dell’ UDC.
Il tributo agli anni '60, al periodo d’oro dei supereroi USA, di quelli veri col mantello e la calzamaglia, è palese e viene fuori tanto dalle scelte del plot (il pericolo della bomba atomica, i cattivi che menano le mani senza essere eccessivamente meditativi) quanto dai messaggi sottintesi (l’anarchia del Joker è dimenticata: Bane è un comunista, rosso fino al midollo, gli scemi lo seguono, i retti no) ma, anche sotto questo aspetto, il film non scade né nel retorico né nel banale.

Quanto alla storia in sé preferisco, per rispetto a chiunque deciderà di recarsi nelle sale a vederlo (e non per compiere stragi camuffato da Joker), non dire nulla. Sappiate solo questo: mancava qualcosa nei primi due episodi? Qualunque cosa? Beh, qui c’è tutto il residuo, ogni cosa potesse mancare (N.B. per scelta registica, a questo punto non penso Nolan sia in grado di commettere dimenticanze, vorrebbe dire essere fallibili, mortali…non sono aggettivi che penso riuscirei più ad accostare al suo nome)!

Menzione speciale merita inoltre il sempre squisito Hans Zimmer per la adeguatissima colonna sonora, rielaborazione in parte del tema portante della trilogia, spero che almeno sta volta anche lui possa ottenere i dovuti riconoscimenti che fino ad ora sono mancati.

Lunga Vita e Prosperità a Nolan e soci, da un Nerd non troppo alla moda.
In ogni caso ieri, all’ ingresso della sala, un cartello invitava gli spettatori a non presentarsi mascherati all'anteprima, di modo da non scatenare panico e psicosi.
Ho scelto di non affrontare, se non in chiave forse troppo tragicomica, i recenti tragici avvenimenti “legati” al film: a mio parere già troppi mass media hanno avuto la triste idea di inventare e/o forzare nessi fra “Batman-The Dark Knight Rises” e la follia omicida del Killer di Denver, dimostrando ancora una volta come spesso si scelga di far abdicare il Buon Gusto al manieristico -è del poeta/giornalista il fin la meraviglia-.
Bravi, coglioni.



1 commenti:

Anonimo ha detto...

le tue piccole storie da giornaletto scolastico potresti benissimo pubblicarle altrove, grazie.