giovedì 12 aprile 2012

22/11/63 - Stephen King


Autore: Lucio Laugelli
Alla fine del 2011 è uscito l'ultimo romanzo del celebre scrittore americano Stephen King.

Premessa: non sono un suo fan e ho letto solo un paio di altri libri del romanziere: "Shining" (che non mi era piaciuto) e l'antologia "Stagioni diverse" (ammirevole e toccante).

La sinossi non è certo originale: Jake Epping, un professore a metà tra i trenta e i quaranta, scopre che può tornare indietro nel tempo; un suo concittadino (Al Templeton, malato terminale e proprietario del locale dove è installata "la macchina del tempo") lo convince a tornare decadi addietro per completare la missione in cui lui ha fallito: evitare l'uccisione del presidente Kennedy a Dallas e quindi cambiare il corso della storia americana e mondiale.

22/11/63 è composto da 761 pagine.
761 pagine che ti scardinano dalla poltrona, dal letto o dalla carrozza del treno in cui sei seduto e ti catapultano in un turbine di eventi e di andirivieni nel tempo senza tregua. Chi ama gli Stati Uniti amerà questo libro che è un grande omaggio al paese natale dello scrittore: ci sono i profumi, i rumori, i paesaggi, lo squallore e le puzze degli USA targati anni '50/'60.

King ricostruisce in modo sapiente un'epoca attraverso le mentalità degli abitanti di piccole provincie annoiate, attraverso gli elettrodomestici, le vetture, i sapori, le città e in particolar modo attraverso le molteplici identità di un paese straordinario, contraddittorio e alle volte terribilmente feroce e immaturo.
Dal Maine al Texas passando per la Florida ma c'è anche spazio per New Orleans. C'è la musica dell'epoca, in ogni capitolo, che fa da colonna sonora al romanzo e anche se non la possiamo sentire è come se fosse lì invece, pronta ad accendersi, a partire, tra le pagine: ecco la tromba di Glenn Miller, il piano di Jerry Lee Lewis, la voce di Elvis Presley.

Alla fine il lettore/spettatore (perché questo è un libro/film...a tal proposito: sono già stati acquistati i diritti e le riprese dovrebbero partire nell'autunno prossimo) riesce con un gesto ultimo a chiudere il libro ed è appagato: completamente tramortito dalle vicende... e allora può commuoversi pensando alla galleria di esseri umani che il viaggiatore nel tempo ha incontrato: morti di fame, politici spietati, criminali, donne bellissime, malati, studenti ingenui, vecchi amici e Sadie, si perché poi c'è Sadie, un personaggio straordinario, la donna che tutti vorremmo affianco, quando dormiamo, la notte; ma che possiamo solo guardare attraverso un vetro spesso che non si rompe manco se lo prendiamo a martellate.
Un vetro che possiamo chiamare tempo.
Vetro.
Tempo.
Sono pur sempre cinque lettere infondo, non trovate?

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