giovedì 15 marzo 2012

Sempre grande Franca Valeri

Autore: Silvia Cosentino, Caporedattore di 4rum.it

È incredibile come la forza del teatro riesca, in qualche modo, a fermare il tempo, a far superare barriere e impedimenti che sembrano insormontabili. Come preda di chissà quale incantesimo, assistiamo stupefatti alle meraviglie compiute dai grandi sul palcoscenico, in un processo rigenerativo che sembra sovvertire le leggi naturali. Questo è certamente il caso di una delle più grandi Signore del teatro italiano, Franca Valeri, attualmente impegnata con il suo nuovo spettacolo, Non tutto è risolto, di cui lei stessa è autrice.

Appare in scena piccola e fortissima, elegante nel suo incedere ancora deciso: giusto qualche minuto per abituarsi all'eloquio purtroppo segnato dalla malattia, ma egregiamente controllato grazie a una straordinaria abilità, ed eccoci proiettati nell'intenso mondo di Franca Valeri. Con un'ora e quaranta di spettacolo senza intervallo (fatta eccezione per qualche buio su commento musicale, giusto per cambiare scena o per individuare un lasso temporale trascorso), l'attrice e autrice ci cala in un mondo attraverso il quale, con grande spirito ironico, riflette e fa riflettere sulla vecchiaia e non solo.

Un'anziana signora dal carattere talmente deciso da risultare a tratti irritabile, ritrova (per caso o volutamente?) la casa in cui ha passato anni importanti della sua esistenza: tutto però, nella sua memoria, sembra cancellato, rimosso, eccezion fatta per l'enorme, elegante stufa che campeggia nella stanza spoglia, memore di una sontuosità che ormai non è più. Solo questa stufa sembra avere importanza, a lei la protagonista riserva le riflessioni più profonde, quasi come a un'amica che, diversamente dagli umani, mai potrà tradirla. Non ricorda di aver avuto un marito, non ricorda il figlio che ancora lì vive e che, con tono comprensibilmente polemico, cerca di farle ricordare. L'anziana signora, è evidente, non vuole ricordare e si trincera dietro un'omissione che la protegga dalla bruttura e dalla noia del mondo. Spesso la Noia viene evocata dalla protagonista, come leit motiv che pare aver accompagnato tutte le varie fasi della sua vita: di noia, dell'inaffidabilità delle persone, dell'inutilità dell'amicizia e di molto altro ancora parla nelle sue massime gettate qua e là, taglienti e agrodolci, con quella vena di ironia disincantata che sempre ha contraddistinto lo stile recitativo della Valeri. Malgrado la conclusiva, recuperata (o ammessa?) memoria, "non tutto è risolto": resta la consapevolezza dell'impossibilità di sanare le falle, le dolorose lacune che inevitabilmente connotano il corso dell'esistenza umana.

Appropriati con lei sul palco, Urbano Barberini nel ruolo del figlio, Licia Maglietta, la segretaria che tutto (o quasi) sopporta e Gabriella Franchini, improbabile portinaia dello stabile: tutti e tre affiancano la Valeri senza travalicare il carattere che i loro personaggi impongono e che sono funzionali a supportare e offrire spunti al filone di pensieri della protagonista.

Lo spettacolo si conclude con lunghi applausi celebrativi di un talento che non conosce battute di arresto: la Signora Valeri si inchina più volte davanti al suo pubblico con un'umiltà che davvero contrasta con la potenza della sua arte.


Teatro Manzoni di Pistoia 9, 10, 11 marzo 2012

NON TUTTO È RISOLTO
di Franca Valeri

con Franca Valeri, Licia Maglietta, Urbano Barberini, Gabriella Franchini

Regia Giuseppe Marini
Scene Alessandro Chiti
Costumi Mariano Tufano

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