sabato 17 marzo 2012

Ivana Spinelli. Loverrs/Fuckerrs


Autore: Gianmarco Caselli

Si è chiusa il 3 marzo la mostra-installazione Ivana Spinelli. Loverrs/Fuckerrs, inaugurata il 20 gennaio alla Galleria OltreDimore di Bologna. Una mostra curata da Raffaele Gavarro, al cui centro è la deformazione dell'immagine della donna, che la fa assurgere a feticcio, in un allestimento in cui anche lo spettatore può arrivare a sentirsi ridotto a immagine di consumo. Di immediata fruizione è la parete su cui sono appese le tante rappresentazioni disegnate delle Global Sisters, una serie di figurine di donne-kamikaze che mette in risalto proprio la condizione della donna nella società contemporanea, spesso spinta e convinta a trovare senso compiuto nel diventare oggetto di consumo, immagine senza contenuto; l’eventuale successo nel diventare icona corrisponde così a una sorta di suicidio, di morte dell’io. Oltre ai disegni la Spinelli estrapola e rielabora immagini dal mondo del web: è il caso di Light my fire, in cui la Spinelli riprende la foto di matrimonio della coppia canadese in posa mentre alle loro spalle il White Point Beach Resort brucia; o quella della donna in abito da sposa che, lasciata dal partner, cerca di lanciarsi dalla finestra. Forse la più rappresentativa della concezione della donna, ricollegandosi al tema delle pin-up, è I am Miss Universe in cui la Spinelli elabora un fotogramma relativo al momento della dichiarazione della vincitrice del concorso di bellezza. Decisamente più particolare è l’installazione I love you so, costituita da quattro box in legno diversamente e liberamente sovrapponibili e posizionabili, all’interno di ciascuno dei quali frame video digitali lanciano messaggi di gare di sopravvivenza e lotte. Uno dei temi che emerge in I love you so è l’acqua, elemento archetipico di vita e di morte, che ricorre anche nell’installazione-cuore della mostra: Loverrs/Fuckerrs.

In questo lavoro un bacio saffico visibile in una foto appesa sulla parete viene ripreso e scomposto: le immagini delle due donne sono riproposte su pannelli di legno sovrapposti, mentre la superficie in vista è in ceramica. Le figure però vengono allontanate dalla Spinelli, come a identificare un bacio, un congiungimento impossibile. Sono cristallizzate, morte in un attimo senza tempo, mentre il bacio si proietta dietro di loro come un sogno insieme al tema della resistenza nell’acqua. Vita e morte quindi si sovrappongono e coesistono in questa installazione più che nelle altre opere della Spinelli: anche dalla cassa su cui le due figure poggiano o sembrano emergere come da una cripta dantesca, sporge dell’erba che, con il suo riamando alla terra, richiama nuovamente al ciclo morte-vita. Altra opera esposta, presa come simbolo della mostra, è One world one pin in cui questa volta la figura della donna è ridotta addirittura a portaspilli.



Sopra: Gianmarco Caselli con Veronica Veronesi, direttrice della galleria.
Credits: Galleria OltreDimore.





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