mercoledì 7 marzo 2012

Carrie: lo sguardo di King sulla provincia americana


Autore: Ilenia Venditti


Classico del genere horror e della produzione di Stephen King, Carrie (1974) è uno di quei libri che non mostrano i segni del tempo e che si rileggono con piacere a distanza di anni. La storia di Carietta White, dotata di poteri telecinetici che raggiungono il massimo potenziale quando Carrie prova rabbia, paura o percepisce un pericolo, contiene diversi elementi che solleticano la fantasia del lettore.

Innanzitutto l’ambientazione. Chamberlain, una piccola cittadina del Maine, dove tutti conoscono tutti e dove le dicerie si trasmettono di generazione in generazione e intrappolano la reputazione di intere famiglie. Una scuola, Ewen High, in cui la lotta per la popolarità è il passatempo principale, interrotto di tanto in tanto da atti di bullismo, a volte ai limiti del sadismo, nei confronti  dei più isolati socialmente, e in cui anche gli adulti partecipano all’immaturià degli studenti. 

E i personaggi. L’ubriacone del villaggio che si fa rinchiudere volontariamente in cella quando l’alcol gli prova attacchi di rabbia. Il vice preside che ricorda di aver avuto nella stessa scuola i genitori o i fratelli degli studenti che ora redarguisce. La promessa del baseball e studente modello Tommy Ross e la sua fidanzata Sue Snell, divisa tra la condivisione degli scherzi delle sue coetanee e compassione per Carrie. Infine, Chris Hargensen, ragazza viziata e arrogante proveniente da una famiglia bene, e il suo ragazzo Billy Nolan, che ha abbandonato gli studi tempo prima e nutre un profondo disprezzo per i figli di papà, inclusa la stessa Chris.

L’avvicinarsi dell’evento dell’anno per gli adolescenti del paese, il ballo di fine anno, crea in alcuni personaggi forti aspettative, in altri timori, sendi di colpa e gelosie. L’invito inaspettato al ballo ricevuto da parte di Tommy, viene accolto da Carrie con la speranza di essere finalmente accettata dagli altri studenti, ma anche con il presentimento che si tratti solo di un altro pretesto per umiliarla.

I pettegolezzi riguardanti l’isolamento in cui vive la madre, fervente religiosa, hanno fatto sì che Carrie fosse presa di mira dai suoi compagni fin dal primo giorno di scuola. Rimasta vedova, la madre di Carrie vive in un fanatismo, a volte tanto inquietante quanto ridicolo, che la spinge a gesti estremi ogni volta che qualcosa sembra minacciare il timore religioso che ha imposto in casa. Oltre a costringere Carrie a lunghe sessioni di preghiera presso l’altare allestito in una delle stanze, relega la figlia per ore nel ripostiglio per farle espiare i suoi ‘peccati’.   

Il rapporto tra madre e figlia si fa ancora più teso quando Carrie ha la prima mestruazione. La donna, dopo essere rimasta incinta di Carrie, vede con disprezzo e terrore ogni cosa legata al sesso o al corpo femminile. Il senso di colpa per aver tradito i suoi propositi di castità si trasforma in un rifiuto assoluto della sua condizione. Al punto da convincersi che il cambiamento fisico indotto dalla gravidanza è invece dovuto a un cancro che ha sviluppato come punizione per aver ‘peccato’ con il marito. 

È sicura inoltre che se manterrà la figlia libera dal peccato, questa non svilupperà gli attributi femminili. In quest’ottica, l’unica spiegazione per lei accettabile quando Carrie passa all’età adulta è che la figlia è stata indotta dal diavolo in una spirale discendente, e vedrà conferma dei suoi sospetti quando Carrie andrà al ballo e quando si renderà conto che i poteri telecinetici della figlia hanno raggiunto piena maturità. Il corpo e la psiche femminile sono ancora una volta associati, nelle loro manifestazioni, all’oscuro, al soprannaturale.

Il desiderio di integrazione di Carrie l’aveva portata in passato a piccole ribellioni nei confronti della madre, ma queste avevano solo provocato ulteriore derisione da parte dei suoi coetanei e punizioni dalla madre. Quando al ballo è vittima di un ultimo scherzo crudele e il meccanismo del gruppo torna a colpirla, le diventa chiaro che non riuscirà mai a rompere il suo isolamento e sfoga tutto il suo risentimento sia contro la scuola che il resto della città. 

Carrie è una storia di vendetta, di rivalsa contro il finto perbenismo e la stretta mentalità provinciale, e una potente favola dell’orrore. È il primo romanzo pubblicato (ma il quarto scritto) da Stephen King e, ironicamente, figura anche tra i libri più spesso proibiti nelle scuole americane.

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