sabato 17 marzo 2012

Ask the dust: le aspirazioni e frustrazioni di un giovane scrittore


Autore: Ilenia Venditti
Arturo Bandini arriva a Los Angeles con una valigia colma di copie della rivista su cui è stato pubblicato il suo primo racconto ‘The Little Dog Laughed’ e 150 dollari in contanti, compenso ricevuto dal suo editore Hackmuth proprio per la pubblicazione del racconto. Sceso dal bus proveniente da Boulder, Colorado, trova alloggio nell’hotel Alta Loma, costruito sul declivio di una collina, Bunker Hill. La sua stanza, la 678, si trova sullo stesso livello del versante della collina e Bandini nei mesi successivi entrerà ed uscirà dall’hotel passando dalla finestra.

Fiducioso che i 150 dollari basteranno fino alla pubblicazione del racconto successivo, Bandini sistema la sua macchina da scrivere portatile nella stanza e si mette al lavoro. In due giorni l’unica cosa che riesce a scrivere sono le parole ‘palm tree’, la palma che vede dalla finestra, ripetute in successione nella stessa pagina. Più produttiva è la sua corrispondenza con Hackmuth, e alle sue frequenti e lunghe missive l’editore risponde con laconiche ma puntuali lettere.

Quando è da solo in camera Bandini rilegge ‘The Little Dog Laughed’, a volte ad alta voce gesticolando davanti allo specchio, e immagina le interviste che riceverà quando diventerà uno scrittore famoso, sarà acclamato dalla critica e vincerà il premio Nobel. Nell’attesa che i suoi sogni si realizzino, cerca di far conoscere il suo racconto agli altri ospiti dell’hotel. Lascia alcune copie autografate della rivista che contiene il racconto nella reception, distribuendole tra le poltrone e il divano in modo tale che chiunque voglia sedersi sia costretto a notarle e, Bandini spera, a sfogliarle.

In una settimana nessuno legge ‘The Little Dog Laughed’, qualsuno si siede sulla rivista e il ragazzo delle pulizie non la nota neppure per diversi giorni. In seguito si limiterà solo a spostare le copie sul tavolo e a sistemarle in una pila ordinata. Bandini di tanto in tanto spolvera le riviste e le sparge di nuovo in giro. Fin quando un giorno qualcuno bussa alla sua porta: una bambina di nome Judy che ha letto il racconto. Bandini, entusiasta, autografa la copia che Judy ha portato con sé e le regala un’altra copia, autografando anche quella.

Ma 5 mesi dopo il suo arrivo a L.A., Bandini ha diverse settimane di arretrato da pagare alla proprietaria dell’hotel e la sua dieta consiste quasi esclusivamente di arance che compra per 5 centesimi alla dozzina.  Ogni mattina osserva speranzoso il postino che, ormai abituato, scuote il capo prima ancora che Bandini possa chiedergli se c’è qualche lettera per lui. Nel frattempo, continua a scrivere alla madre fingendo che la pubblicazione di un altro racconto sia vicina, ma che l’editore non può versargli un anticipo.

Ask the Dust (Chiedi alla polvere; 1939) racconta i difficili inizi di uno scrittore ventenne, l’euforia della prima pubblicazione, il timore di non riuscire a scrivere altro e l‘insoddisfazione per le modeste condizioni in cui vive. John Fante raccoglie in questo romanzo le sensazioni che possono accompagnare uno scrittore lungo diverse fasi della sua carriera, non essendo necessariamente limitate agli esordi. Charles Bukowski, nella sua introduzione al romanzo, lo cita tra le ragioni che l’hanno spinto a diventare uno scrittore, a dispetto dell’isolamento e delle difficoltà che la sua scelta avrebbe comportato.
Quello che motiva Bandini è la convinzione che pian piano riceverà il riconoscimento che merita. Questo momento sembra arrivare quando riceve una lettera da parte di Hackmuth con accluso un assegno di 175 dollari per la pubblicazione del suo nuovo racconto. Bandini si chiede per un momento quale racconto è stato accettato dal momento che non ha ancora scritto nulla. Nella lettera l’editore spiega che, con il suo permesso, vuole tagliare la parte iniziale e finale della lettera di quaranta pagine che Bandini gli ha inviato e pubblicarla sotto forma di racconto con il titolo ‘The Long Lost Hills’.

Bandini comincerà poco dopo a scrivere il suo primo romanzo, ma l’entusiasmo ritrovato non lo aiuterà nel suo rapporto con Camilla Lopez, una cameriera conosciuta in un bar, il Columbian Buffet, con la quale ha un rapporto di amore-odio. Dopo il primo incontro, già caratterizzato da tensione, i due continuano a provocarsi, a volte cercando di fare colpo l’uno sull’altro, altre sfidandosi e scambiandosi insulti razzisti, riferiti alle origini italiane della famiglia di Bandini e a quelle messicane di Camilla. Spinti da qualcosa che non sanno identificare, si feriscono a vicenda e l’inappagamento che ne deriva li porta ad un epilogo i cui ricordi Bandini abbandona alla polvere del deserto.

0 commenti: