giovedì 8 settembre 2011

Louise Wimmer - Cyril Mennegun

68esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

Louise Wimmer - Cyril MennegunAutore: Alessandro Giordano

Per la Settimana Internazionale della Critica, Cyril Mennegun propone la drammatica storia di Louise Wimmer, una cinquantenne che vive dentro un’auto, in seguito alla fine di una lunga relazione amorosa, dolorosa sia dal punto di vista sentimentale che economico; a Louise non è rimasto niente, neanche un tetto sopra la testa.

Ben riuscita tutta la prima parte della pellicola, dove viene minuziosamente descritto il particolare approccio alla vita di Louise, dallo scroccare gli avanzi dei pasti degli altri nei bar al doversi lavare nelle toilette pubbliche, proponendo allo spettatore un’esistenza di certo complicata e faticosa, ma per nulla priva di amor proprio. Louise è infatti un personaggio assolutamente orgoglioso, non si fa mettere i piedi in testa da nessuno e non vuole accettare aiuto da chiunque le si presenti di fronte.

Se la meccanica narrativa potrebbe facilmente indurre il pubblico a ritrovare in Louise Wimmer echi di quel Biutifùl che ha diviso la critica mesi fa, dove Inarritu esagerava notevolmente nel raffigurare le epiche sfortune di un Bardem mai così depresso, qui invece la Mennegun trova un registro diverso e riesce a dare dignità a Louise, raffigurandola come una donna tenace e caparbia, la quale si affanna notevolmente nel portare a casa il minimo sindacale per poter sopravvivere al quotidiano, nell’attesa di ottenere un appartamento attraverso un’assistente sociale, per poter davvero cominciare una nuova vita.

Nel complesso, Louise Wimmer non emerge per evidenti qualità da questa tipologia di film drammatici, dove incontriamo esseri umani che si confrontano con esasperate situazioni di emergenza, ma rimane comunque un ottimo prodotto che ci regala una figura femminile interessante e ben delineata.

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