giovedì 8 settembre 2011

I’m Carolyn Parker: The Good, the Mad and the Beautiful - Jonathan Demme

68esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

I’m Carolyn Parker: The Good, the Mad and the Beautiful - Jonathan DemmeAutore: Alessandro Giordano

E’ sempre interessante quando un regista affermato tenta una strada complicata e impervia come quella documentaristica: un percorso che comprende vera abnegazione alla materia cinematografica, unita ad una grande volontà di ricerca sull’essere umano, sempre foriero di sorprese inaspettate.

Jonathan Demme, autore di capolavori come Il silenzio degli innocenti e Philadelphia, anch’essi esemplari puri di analisi della condizione umana, tenta un approccio più riflessivo, dove la sua mano registica si intravede meno ma allo stesso tempo imprime un marchio certamente autoriale, concentrando la sua attenzione su una storia emblematica della America più vera ed autentica, quella non impegnata a bombardare paesi a casaccio.

Carolyn Parker è una donna di colore, nata e cresciuta nella Lower 9th Ward, quartiere dei più disastrati di New Orleans; la sua vita è una di quelle da raccontare, fra una giovinezza trascorsa a lottare contro la segregazione razziale ed il presente del post-Katrina e della difficile ricostruzione.

Ultima ad andarsene prima del disastro, prima a tornare per difendere il diritto alla propria casa, Demme dipinge un ritratto di una donna dal forte sentimento religioso, la quale non vuole altro che il ritorno alla normalità, a costo di urlare la propria indignazione di fronte all’amministrazione comunale.

Una vera forza della natura, capace di mantenere uno splendido sorriso anche di fronte alle difficoltà della vita; il regista la segue così nella sua quotidianità, ad intervalli irregolari lungo tre anni di lavorazione (dal 2006 al 2009), incorniciando, in un piccolo scorcio di provincia, il forte risentimento di un’intera nazione, messa in ginocchio da una delle tragedie più eclatanti della sua storia recente.

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