mercoledì 12 ottobre 2011

BETH MOON - Selected Works 1999-2011


Una personale di Beth Moon per la mostra autunnale di PH Neutro a Verona, con la selezione di circa trenta opere realizzate dall’artista americana tra il 1999 e il 2011.

Nata nel Wisconsin, dove è cresciuta e si è laureata in Belle Arti presso la University of Wisconsin, il suo lavoro affronta tematiche legate al rapporto millenario tra Uomo e Natura e tra Uomo e Animale, emulando memorie di una spiritualità pura e ricordi di antichissime culture.
Beth Moon è un’artista di rara sensibilità, tanto onirica quanto profondamente radicata su questa terra, che ama a tal punto da cercare di proteggerla e salvaguardarla dall’incuranza e dall’inciviltà dei suoi abitanti, anche attraverso la sua arte.

Per l’occasione, saranno esposte a Verona una trentina di opere tratte da diversi corpi di lavoro: dalla serie “Seen but not Heard”, ispirata alle poesie di Dylan Thomas e caratterizzata da oniriche rappresentazioni del mondo dell’infanzia, fino al più noto e recente lavoro “Thy Kingdom Come”, in cui l’artista cerca di ricreare quell’antico e profondo rapporto di spiritualità, oggi perduto, tra uomo e animale, alla ricerca di un equilibrio minacciato dalla dilagante virtualità contemporanea. Sofisticato e al tempo stesso divertente, anche il lavoro “Augurs and Sootsayers”: una serie di ritratti di razze avicole dalle esotiche varietà, fotografate fuori dai loro ambienti naturali e capaci di suscitare similitudini con una vanitas tutta umana.
Attento e rispettoso si rivela anche il rapporto dell’artista con il mondo vegetale: in “The Savage Garden” Beth Moon analizza e svela la forza e la bellezza di alcune piante, così sinuose nelle loro forme e voraci nella loro natura carnivora, da attirare e invitare ad avvicinarsi, per poi intrappolare, paralizzare e mangiare la proprie vittime, che spaziano da insetti a ragni, vermi, lucertole e piccoli roditori.
“Portrait of Time” e “The Island of the Dragon’s Blood” affrontano il tema della salvaguardia di una memoria visiva, necessaria a catalogare e documentare l’incredibile bellezza e struttura millenaria di piante, ormai in via di estinzione: dai baobab del Madagascar a quelli presenti nella estesa e preziosa tenuta Scozzese di Lord Balfour, fino al noto e inavvicinabile ‘Joshua Tree’, che oggi cresce nella zona militare californiana di China Lake. Infine, proprio durante uno dei suoi più lunghi viaggi, Beth Moon si reca nello Yemen a fotografare i mitici alberi del “Sangue del Drago”. Questi esemplari millenari crescono nella remota isola di Socotra, uno dei luoghi più reconditi e inalterati, tra le acque arabe del Corno d’Africa. Questo è il mitico sito descritto da Erodoto, quale nido in cui l’immortale Fenice torna a rinascere ogni mille anni, ma è anche il luogo in cui vivono più di 700 specie, tra piante e animali, mai visti altrove. I circa 50.000 nativi, che oggi abitano questo luogo intatto e appartato, parlano una lingua non scritta, solo verbale, con un’intonazione quasi musicale che ricorda, in qualche modo, l’arabo. Vivono in maniera autosufficiente grazie alla pesca e all’allevamento di animali, in armoniosa convivenza con la natura e secondo leggi e tradizioni locali, basate su una profonda e intima conoscenza dell’ambiente.

Da un punto di vista tecnico, Beth Moon approccia la fotografia con un interesse particolare nei confronti dei processi alternativi: le sue immagini vengono realizzate con una macchina analogica di medio formato e stampate con l’antica e preziosa tecnica del Platino Palladio, che trae spunto dal metodo Mike War, appreso durante un suo soggiorno in Inghilterra, su carta da acquarello francese 100% cotone.
In questa maniera l’artista, oltre a caratterizzare il proprio lavoro dal punto di vista formale, riesce anche a garantire una longevità praticamente infinita ai soggetti delle sue fotografie, già di antica memoria o di quasi impossibile datazione.

Beth Moon ha partecipato a numerose esposizioni nel Regno Unito, in Francia, e negli Stati Uniti con mostre personali a Londra, San Francisco, Chicago e Santa Fe, ricevendo consensi di critica da parte delle maggiori riviste del settore a livello internazionale. Oggi vive con la sua famiglia nella California del Nord.

Ad accompagnare la personale di Beth Moon, una rinnovata selezione di opere dalla Collezione PH Neutro, che ad oggi vanta autori quali Ansel Adams, Sara Angelucci, Nobuyoshi Araki, Eugène Atget, Gabriele Basilico, Renato Begnoni, Marco Bertin, Bill Brandt, Dan Burkholder, Henri Cartier-Bresson, Armen Casnati, Matteo Cirenei, Larry Clark, Federica Cogo, COLIN, Mario Cresci, Stefano De Luigi, Harold Edgerton, Elliott Erwitt, Grant Fergeson, Mauro Fiorese, Matteo Fontanabona, Robert Frank, Moreno Gentili, Mario Giacomelli, Oltsen Gripshi, Rodolfo Hernandez, Damien Hirst, Don Humstein, Michael Kenna, André Kertész, Robert Mapplethorpe, Tobia Makover, Beth Moon, Nickolas Muray, Occhiomagico, Katsumi Omura, Colleen Plumb, Nadine Rovner, Thomas Ruff, Sebastiao Salgado, Pentti Sammallahti, Rosanna Salonia, Cindy Sherman, Alec Soth, Louise Stettner, Thomas Struth, Maggie Taylor, Monica Tarocco, Allan Teger, Paolo Ventura, Luigi Veronesi, Kamil Vojnar, J. Peter Witkin, Frank Yamrus, Matthew Yates. Una Collezione costruita negli anni da Annamaria Schiavon Zanetti, appassionata di fotografia con esperienza ventennale nella produzione della stampa fotografica, grazie anche al supporto di Mauro Fiorese, autore e docente di fotografia, attivo tra Italia e Stati Uniti da più di vent’anni nel settore della Fotografia d’Autore.
Dal loro sodalizio nasce a marzo del 2011 il progetto PH Neutro, la cui posizione di ‘neutralità’ sta nel voler affiancare a opere di autori già affermati e di grandi maestri della scena internazionale, il lavoro di talenti nuovi ed emergenti, con il preciso proposito di sostenerli, offrendo loro opportunità di crescita, ricerca, visibilità.
Come si dichiara negli intenti: “Vista la recente e meritata conquista di un importante ruolo della fotografia sia nel mercato del collezionismo che nella produzione artistica di molti attori della scena contemporanea, e consapevoli della scarsa e lenta, ma crescente, esperienza maturata dall’Italia nel settore della Fotografia Fine-Art, si è sentito il bisogno di costituire un punto di riferimento, assieme a quelli già esistenti, altamente specializzato e propositivo; in tal senso, la filosofia di PH Neutro si muove guardando ai grandi autori, per affinare lo sguardo nei confronti di quelli ancora sconosciuti e dalle potenzialità inespresse, che verranno aiutati a partire dalla produzione delle opere, fino a creare per loro occasioni di lancio nel complesso e altalenante sistema dell’arte”.

Si avviano così:

PH Neutro Collection
Una collezione d’arte fotografica in continua mutazione e implementazione dove poter ammirare, conoscere e acquistare le opere dei più grandi maestri della fotografia, e al tempo stesso scoprire artisti mid-career ed emergenti del panorama italiano e internazionale.

PH Neutro Gallery
Con apertura nel 2011 di una doppia sede:
a marzo, a Verona, in Via Mazzini 50, un suggestivo spazio espositivo, in parte affacciato su preziose testimonianze delle antiche mura romane di Gallieno;
a giugno, a Forte dei Marmi, in Via G. Carducci 43/b, nel cuore del centro storico.


INFO:
Loggia Arvedi
Via Mazzini 50, 37121 Verona
Ingresso dalla galleria

Giorni e orari di apertura:
da martedì a sabato: 10 – 12.30/15.30 – 19.30
Tel. 045 8007195
Web: www.ph-neutro.com

Ufficio stampa
Valeria Merighi Comunicazione
Tel. 045 8013546 – 045 8350294
Valeria Merighi, 347 9389704 – valeria@merighi.org
Anna Pasetto, 349 5702231 – comunicazione@merighi.org

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