martedì 12 luglio 2011

ARLECCHINO – SOLERI SUL PALCO DELLA VERSILIANA



Il 32esimo Festival Versiliana ha aperto i battenti in grande stile proponendo, nelle serate dell'8 e 9 luglio, lo spettacolo più visto al mondo, la cui formula vincente e storia sono ben note al pubblico: applichiamo a uno dei più grandi (pochi) drammaturghi italiani, Carlo Goldoni, la maestria dell'indimenticabile Giorgio Strehler nonché la messa in atto del prodigioso Ferruccio Soleri ed ecco che Arlecchino diventa Servitore di due padroni.

Qui la Commedia dell'Arte è espediente e pretesto per riflettere sul teatro, per scandagliare, svelare, esaltando e smitizzando al contempo la macchina scenica. Al centro dello scuro e nudo palco timide candele, accese e spente a scandire i tre atti, segnano la ribalta; una semplice pedana e uno sfondo di tendaggi spostati a mano individuano i vari ambienti, la casa di Pantalone, l'esterno e l'interno della locanda di Brighella. Questa la timida, pittoresca scenografia, integrata solo dagli oggetti che i personaggi portano con sé: questo piccolo set da teatrino, da marionette piuttosto che da persone in carne e ossa, diventa luogo d'azione di una compagnia che mette in scena, appunto, la commedia goldoniana. A margine della pedana, l'attempato suggeritore, i musicisti, gli attori in attesa del loro turno o impegnati a discutere tra loro e a ricreare con strani arnesi la rumoristica necessaria.

Magia del teatro, i vincoli dialettali vengono superati dalla forza espressiva, tutto diviene titanico e universale con la presenza di maschere convenzionali ed estremamente caratterizzate, come Pantalone, il Dottor Lombardi e Brighella, e di personaggi più umani come Beatrice (interpretata dalla straordinaria Pia Lanciotti), fino ad arrivare a lui... Ormai non solo maschera, perché le maschere già nel Settecento di Goldoni non bastano più, ma non completamente uomo: Arlecchino. Arlecchino apparentemente sempre allegro per tenere allegri gli altri, che si accontenta di poco; logorato dalla fame, malinconico, alla ricerca di un'identità sul e fuori dal palco. Arlecchino struggente nella disarmante semplicità, incredibile nella sfrontatezza con cui si presta agli ordini di ben due padroni. Espediente per sbarcare il lunario, per saziare non solo la fame di cibo, ma anche quella di amore e di dignità che lo spinge a cercarsi una compagna con cui condividere la vita. Tutto questo espresso nella voce e nel corpo di Ferruccio Soleri, giunto oltre le 2000 repliche di questo ruolo, maturato con lui; un uomo di gomma per il quale l'età sembra non essere un limite. Sul palco è come immortale, invincibile, irresistibile in momenti (altrimenti banali) come quello della piegatura della lettera e della ricerca dei vestiti nei bauli; sugli ultimi applausi, invece, si offre al pubblico senza maschera e diviene piccolo, timido, con lo splendido volto segnato dal tempo a contrasto con la bocca resa enorme e vermiglia dal trucco. Trafigurato da e per il teatro.

Gli altri interpreti reggono con solidità i ruoli, affiancando e facendosi affiancare da Soleri; malgrado le tre ore non manchino di farsi sentire, lo spettacolo gira agevolmente, con un ritmo vivido che alterna momenti esilaranti ad altri più teneri. Si riflette sulla genesi e sul valore della risata, sulla complessità che si cela dietro l'apparente immediatezza della comicità, sulla ricchezza che la Commedia dell'Arte porta con sé ancora oggi; un oggi in cui, spesso, divertire o commuovere è diventato sterile e scialbo esercizio di stile alla portata di tutti.

Recensione relativa alla replica di sabato 9 luglio 2011

Piccolo Teatro di Milano – Teatro d'Europa
ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI
di Carlo Goldoni
Regia di Giorgio Strehler
con Ferruccio Soleri

Messa in scena da Ferruccio Soleri con la collaborazione di Stefano de Luca
Scene Ezio Frigerio
Costumi Franca Squarciapino
Musiche Fiorenzo Carpi
Movimenti mimici Marise Flach
Luci Gerardo Modica
Scenografa collaboratrice Leila Fteita

Personaggi e Interpreti: Pantalone de’ Bisognosi - Giorgio Dongiovanni; Clarice, sua figlia - Annamaria Rossano; il Dottor Lombardi - Tommaso Minniti; Silvio, di lui figliolo - Stefano Onori; Beatrice, torinese in abito da uomo sotto il nome di Federico Rasponi - Pia Lanciotti; Florindo Aretusi, di lei amante - Sergio Leone; Brighella, locandiere - Enrico Bonavera; Smeraldina, cameriera di Clarice - Alessandra Gigli; Arlecchino, servitore di Beatrice, poi di Florindo - Ferruccio Soleri; un cameriere della locanda, un facchino - Francesco Cordella; camerieri - Katia Mirabella, Eugenio Olivieri; il suggeritore - Stefano Guizzi; suonatori - Gianni Bobbio, Franco Emaldi, Paolo Mattei, Francesco Mazzoleni / Claudio Bondi, Elisabetta Pasquinelli.






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