martedì 3 maggio 2011

Source code - Duncan Jones

Autore: Selene Coccato

Il capitano Colter Stevens (Jake Gyllenhaal) è un soldato reduce da una missione in Afghanistan. E’ stato reclutato per un programma governativo sperimentale destinato a combattere il terrorismo. Il programma si chiama “Source Code” e permette di rivivere gli ultimi 8 minuti di un evento, in questo caso un disastroso attacco terroristico avvenuto su un treno diretto a Chicago. Colter è così costretto a rivivere più volte quegli otto minuti per raccogliere il maggior numero di informazioni e scoprire chi si nasconde dietro all’esplosione della bomba che ha causato la tragedia. Il suo collegamento tra passato-futuro e spazio –tempo è il capitano Carol Goodwin (Vera Farmiga), mentre sul treno Colter verrà inconsapevolmente aiutato, e s'innamorerà, di Christina (Michelle Monaghan), destinata però a morire nell’esplosione.

Il tema dei viaggi nel tempo è stato più volte sfruttato e non sempre gestito nella maniera migliore, "Source Code", invece, sin dalle prime immagini, mostra di avere una sceneggiatura solida e una trama avvincente. Sulla carta l’idea di dover rivedere continuamente gli stessi 8 minuti può sembrare noiosa, al contrario il film tiene lo spettatore costantemente col fiato sospeso, pur non riducendosi ad essere un puro action movie, bensì analizzando più volte temi complicati come il rapporto vita e morte, grazie soprattutto all’evoluzione della storia parallela del capitano Stevens (Gyllenhaal sempre eccezionale!) e alla sua difficile presa di coscienza (non svelo oltre per non rovinare le diverse sorprese della trama).

Sebbene si tratti di fantascienza, il film è costato molto poco e gli effetti speciali sono pressoché inesistenti; la regia del quasi sconosciuto Duncan Jones, figlio di David Bowie, è dinamica e sempre efficace, così come la sceneggiatura, anche se nel finale si ingarbuglia un po’ su se stessa, ma gestire i salti temporali, come è noto, è piuttosto complesso e le spiegazioni scientifiche più o meno plausibili lasciano spesso il tempo che trovano. “Source Code” tiene desta l’attenzione per ben 93 minuti e dimostra di essere un film completo e ben strutturato.

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