sabato 2 aprile 2011

'AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA' AL TEATRO DEL GIGLIO DI LUCCA


Autore: Silvia Cosentino

Tra venerdì 25 e domenica 27 marzo al Teatro del Giglio di Lucca
è andato in scena Aggiungi un posto a tavola: la quinta edizione di una delle commedie musicali italiane più famose di tutti i tempi vede Gianluca Guidi in quel ruolo da protagonista reso indimenticabile dal padre, Johnny Dorelli.

Ormai è noto come il genere del Musical, mutuato dalle ben più significative esperienze straniere e rilanciato dal colossale progetto dell'opera popolare portato avanti negli ultimi anni da Riccardo Cocciante, stia imperversando sui palcoscenici italiani. Piccole e grandi produzioni propinate a grandi e piccini, con cast, scenografie, costumi e luci atti a distrarre il pubblico da testi inconsistenti e canzonette dimenticabili.

Su questo, ancora resistono gli spettacoli perennemente vivi grazie ai grandi nomi che li hanno resi indimenticabili: tra il 1973 e il 1974 la premiata ditta Garinei&Giovannini scrive con Iaia Fiastri Aggiungi un posto a tavola, liberamente tratta dal romanzo di David Forrest After me the deluge; Armando Trovajoli compone le musiche, le scene e i costumi sono affidate a Giulio Coltellacci e le coreografie a Gino Landi. La ben conosciuta storia di don Silvestro, incaricato da Dio di salvare i suoi compaesani dal secondo Diluvio Universale, viene presentata al Teatro Sistina di Roma da un cast che oramai potremmo solo sognare e che vanta illustri sostituti, fino alla terza edizione del 1990. Voce calda e parlantina spedita, Johnny Dorelli rende irresistibile il buono e talvolta impacciato protagonista alle prese, tra gli altri, con il Sindaco Paolo Panelli/Carlo Croccolo, la pecorella smarrita Bice Valori/Alida Chelli e il giocherellone Dio di Renato Turi/Riccardo Garrone. Le fantasiose scenografie in legno girevoli, che con incredibile velocità vanno a individuare le varie ambientazioni, entrano a far parte dell'immaginario collettivo associato a questo piccolo capolavoro di elegante ironia, in cui i forse stucchevoli momenti di buonismo sono compensati da una mai eccessiva critica verso il perbenismo imposto dal buon costume.

In ricordo di fasti che, inevitabilmente, non possono più essere, la quarta edizione mette in gioco il volto pulito di Giulio Scarpati, la forza di Enzo Garinei e la scontata simpatia di Max Giusti, fino ad arrivare a questa quinta edizione, con la regia originale ripresa dallo stesso Dorelli. Come anticipato, lo spettacolo gira autonomamente, ben strutturato nei testi, agilmente movimentato nelle coreografie che danno respiro al pur piccolo palco del Giglio; tutto d'un fiato si giunge, non senza emozione, alla tanto attesa colomba che da un palchetto raggiunge la tavola imbandita, il cui posto vuoto è riservato a Dio (la voce è, ahimé, solo una registazione della bella prestazione di Turi).

Purtroppo, ce lo aspettavamo, la temuta performance del figlio d'arte è sempre in agguato: su quell'altalena tra emulazione ed emancipazione, condivisa da gran parte della progenie dei grandi, Gianluca Guidi tenta di duplicare il padre non riuscendoci, giacché, si sa, i doppioni non esistono e nemmeno interessano. Ricalcandone fin troppo il frenetico eloquio, diviene spesso incomprensibile perfino per coloro che ben conoscono lo spettacolo; gigioneggia con il canto, spendendosi in virtuosismi dal risultato imbarazzante. Certamente preparato e disinvolto sulla scena, non è propriamente all'altezza di un personaggio a cui la maestria di Dorelli ha impresso indelebili caratteri di perfezione. Al fianco di Guidi, la graziosa Valentina Cenni intepreta Clementina, senza purtroppo riuscire a svincolarsi da un ruolo spesso abbinato a una vocalità traballante e a tratti fastidiosa. Colpiscono la vitalità di Enzo Garinei, aggrappato con le unghie e con i denti al divertente Sindaco Crispino, e la forza dirompente di Marisa Laurito, una Consolazione tanto stonata da creare imbarazzo canoro anche nei momenti d'insieme. Marco Simeoli risulta essere il più centrato nella parte, piacevole e divertente senza eccessi nei panni del genuino Toto.

Scroscianti gli applausi al termine dello spettacolo: si ha però la sensazione che l'ovazione del teatro gremito non sia tanto riservata agli interpreti, quanto al bagaglio di piacevoli ricordi che il titolo porta con sé; una piccola catarsi, espressione della soddisfazione scaturita dall'aver visto ciò che esattamente ci si aspettava di vedere, al di là delle pur pregnanti pecche evidenziate. Pubblico fondamentale, pubblico giudice supremo. Pubblico facilmente incantabile.

Spettacolo visto venerdì 25 marzo 2011 al Teatro del Giglio di Lucca

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA
commedia musicale di Garinei e Giovannini scritta con Iaia Fiastri
liberamente ispirata a After me the deluge di David Forrest

con Gianluca Guidi, Enzo Garinei
con la partecipazione straordinaria di Marisa Laurito
e con Marco Simeoli, Valentina Cenni

musiche Armando Trovajoli
coreografie Gino Landi
scene e costumi Giulio Coltellacci
regia originale Pietro Garinei e Sandro Giovannini
ripresa teatrale Johnny Dorelli

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