lunedì 14 marzo 2011

IL MISANTROPO: DESERTO DI SPECCHI DI MASSIMO CASTRI


Dal 9 al 13 marzo al Teatro Metastasio di Prato è andato in scena Il misantropo: il capolavoro di Molière è impreziosito dalla regia visionaria di Massimo Castri e dalla vibrante interpretazione di Massimo Popolizio.

Alceste è disgustato dal mondo, dall'imperante ipocrisia degli esseri umani: rifugge la conciliante menzogna, preferendo una spiazzante verità; si contorce tra i convenevoli del mondo, sognando per sé un rassicurante, intimo "deserto" di sana schiettezza. Il salotto dell'amata Célimène è un freddo e nudo spazio con pareti ricoperte da specchi aggettanti laccati di bianco: qui si consumano i patimenti del protagonista tra grotteschi personaggi riccamente vestiti, dalle enormi parrucche e trucco esasperato. Nell'elegante traduzione di Cesare Garboli, Popolizio è intenso nell'espressione di quell'inadeguatezza del vivere che per niente è compatibile con il ritmo da salotto, tra chiacchiere inutili, sfoghi di malignità, claudicanti versi poetici. Diviene così fisicamente palpabile la necessità di ribellione, di nausea verso quanto è adornato per apparire come in realtà non è. Alceste sogna quindi il proprio deserto in cui ritirarsi con Célimène, con qualcuno per cui provare quell'amore genuino e totale che abbatte qualsiasi convenzione e schiavitù del buonsenso; ambizione irrealizzabile, che porta il protagonista a un malinconico, liberatorio ritiro in solitudine.
Popolizio è abile nell'alternare momenti di forte tensione emotiva, nell'estenazione delle esigenze del protagonista, ad altri in cui le attonite reazioni nei riguardi della boriosa società strappano delicati sorrisi. Il resto del cast crea un efficace, volutamente fastidioso, ensemble di voci e fisicità eccessive, paradossali: visi e suoni da incubo in linea con quanto di onirico è sempre presente nelle regie di Castri. In modo di simile al Così è, se vi pare di qualche anno fa, la vicenda diviene piuttosto un brutto sogno dai connotati esasperati, i cui contorni reali sono assoggettati alla resa espressionistica dell'assurda condizione umana.

Spettacolo visto al Teatro Metastasio di Prato, sabato 12 marzo 2011

Teatro di Roma
IL MISANTROPO
di Moliére
scene e costumi Maurizio Balò, luci Gigi Saccomandi musiche Arturo Annecchino, suono Franco Visioli assistente alla regia Marco Plini assistente alle scene Antonio Cavallo con Massimo Popolizio, Graziano Piazza, Sergio Leone, Federica Castellini, Ilaria Genatiempo, Laura Pasetti, Tommaso Cardarelli, Andrea Gambuzza, Davide Lorenzo Palla, Miro Landoni regia MASSIMO CASTRI

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