venerdì 4 marzo 2011

Donizetti al Giglio di Lucca: SI RIDE CON L'OPERA DELLE INCONVENIENZE


Autore: Silvia Cosentino

Nato dieci anni fa dalla coproduzione tra i Teatri di Tradizione di Livorno, Lucca e Pisa, l'LTL Opera Studio (con l'apporto del Teatr Wielki-Opera di Poznan) propone Le convenienze ed inconvenienze teatrali, gioiellino ancora poco noto di Gaetano Donizetti. Guidati da Saverio Marconi e Federico Maria Sardelli, giovani cantanti di diverse nazionalità hanno seguito un'intensa attività didattica mirata a una messinscena fresca e piacevole.

Conosciuta anche con il titolo Viva la mamma, l'opera indaga con ironia e sagacia gli stereotipi del mondo lirico attraverso le disavventure di una strampalata compagnia alle prese con prime donne ambiziose, seconde donne frustrate e madri decisamente invadenti. Tra virtuosismi, capricci e rivendicazioni, in un'altalena tra linguaggio alto e storpiature, solo la collettiva fuga di fronte al disastro imminente metterà tutti d'accordo.

Come per Il campanello, Le convenienze fa parte delle produzioni donizettiane agili e brillanti, concepite appositamente per i teatri napoletani. Su libretto di Domenico Gilardoni, quella che inizialmente fu definita farsa altro non è che la riduzione in atto unico operistico di due commedie di Antonio Simone Sografi, Le convenienze teatrali (1794) e Le inconvenienze teatrali (1800). Il lavoro debutta con gran successo al Teatro Nuovo di Napoli il 21 novembre 1827, ma rocambolesco è il suo destino da quel momento in poi: si parla, infatti, di una cinquantina di allestimenti tra il 1827 e il 1831, di una nuova stesura in italiano destinata al pubblico milanese (il dialetto è qui conservato a livello embrionale solo per Mamma Agata) e di una per il Teatro Fondo di Napoli. In questa occasione, l'opera si trasforma in dramma giocoso in un atto e due parti, viene recuperato il dialetto per Mamma Agata e aumentano i brani d'insieme.

L'iter di Opera Studio si innesta proprio su quest'ultima versione napoletana del 1831 e sulla preziosa Edizione Critica del 2002 a cura di Roger Parker e Andres Wilelund, edita da Ricordi con la collaborazione e il contributo del Comune e della Fondazione Donizetti di Bergamo. L'interpretazione dell'eclettico Sardelli inserisce come incipit la Sinfonia di L'ajo nell'imbarazzo (Donizetti), l'aria di Procolo, funzionale alla caratterizzazione del personaggio, nonché diverse arie di baule donizettiane e rossiniane; al parlato vengono preferiti i recitativi. Il regista Saverio Marconi rifugge le trasposizioni temporali, prediligendo piuttosto uno spazio scenico semplice, a tratti surreale: la prima parte si svolge su un retro palco dalle basse pareti in legno, che lasciano scoperti i sostegni della struttura; posto di lato, il fortepiano Stein accompagna le arie di prova dei cantanti, dando così risalto all'aspetto metateatrale. Dalle quattro porte sul fondo entrano ed escono i personaggi, in frenetica smania di apparire ed esibirsi: su tutti, la prima donna Daria (interpretata dalla brava Lilia Piven) delizia e tormenta con l'aria di vendetta tratta dall'opera Elvida (autoimprestito donizettiano). La seconda parte si svolge invece su un palco decorato da variopinti e strambi fondali, in cui la Torre di Pisa compare insieme a un tempio greco e alla cupola di San Pietro: la fuga conclusiva dei cantanti è accompagnata dal rovinoso crollo della scenografia.

I giovani cantanti interpretano con entusiasmo e professionalità, ripagati dai molti applausi del pubblico. Oltre alla già citata Piven, suscita ovviamente gran simpatia il personaggio di Mamma Agata: se dal Seicento all'Ottocento erano spesso le donne a recitare en travesti, ovvero in ruoli maschili, Donizetti rovescia la consuetudine affidando a un uomo la parte di una donna. Matteo D'Apolito riscuote quindi molto successo, sebbene la sua performance sia spesso vocalmente affaticata. Tra gli altri, da segnalare Pawel Erdman (Procolo), Francesca Salvatorelli (Luigia) e Alberto Zanetti, divertente nei panni del maestro di cappella Biscroma Strappaviscere, subissato dalle rimostranze dei cantanti.

I movimenti sul palco sono coerenti e puliti, anche se un po' scontati e di maniera; determinante si rivela la direzione di Sardelli, spesso impegnato a “recuperare” con generosità il tempo musicale e le imprecisioni di cantanti e orchestra. Lo spettacolo scorre piacevolmente, catturando l'attenzione del giovane pubblico in sala: di là e di qua dal palco ci si diverte in modo sano, quindi l'obiettivo è certamente raggiunto. Da estimatori del repertorio donizettiano, tuttavia, è inevitabile riflettere su quanto un'opera intelligente come Le convenienze fornisca molte più possibilità interpretative, grazie al gioco delle scatole cinesi della rappresentazione nella rappresentazione; non siamo di fronte ai grandi titoli del compositore bergamasco, ma comunque a un lavoro che, nell'apparente semplicità, offre il destro a sperimentazioni sceniche e mimiche. Rispetto alle ultime rappresentazioni dell'LTL Opera Studio, quest'anno si nota un certo affaticamento (finanziario e/o poetico?), probabile figlio del durissimo periodo che il teatro italiano sta vivendo; le opere proposte precedentemente avevano un respiro di universalità di cui stavolta non beneficiamo e, se è vero che il libretto può confinare l'opera “tra le mura di casa nostra”, è anche vero che musica e tematiche affrontate sottintendono potenzialità sfruttabili anche con poco denaro in tasca.


Spettacolo visto al Teatro del Giglio di Lucca il 25 febbraio 2011

Foto di scena di Massimo D’Amato per gentile concessione del Teatro del Giglio di Lucca

LE CONVENIENZE ED INCONVENIENZE TEATRALI

dramma giocoso in un atto su libretto di Domenico Gilardoni
musica di Gaetano Donizetti

Edizione critica a cura di Roger Parker e Andres Wilelund, edita da Casa Ricordi di Milano con la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo e della Fondazione Donizetti di Bergamo


Direttore Federico Maria Sardelli

Regia Saverio Marconi
Scene Andrea Gregori Costumi Massimo Poli Light designer Valerio Tiberi
Orchestra della Toscana
Personaggi e interpreti
(la scelta degli interpreti è frutto del progetto LTL Opera Studio 2010)

Daria Ewa Majcherczyk (24/02) - Lilia Piven (25/02)
Procolo Stefano Cianci (24/02) - Pawel Erdman (25/02)

Biscroma Strappaviscere Sebastian Szumski (24/02) - Alberto Zanetti (25/02)

Mamma Agata Marco Filippo Romano (24/02) - Matteo D'Apolito (25/02)

Luigia Francesca Tassinari (24/02) - Francesca Salvatorelli (25/02)

Guglielmo Giovanni Coletta (24/02) - Matteo Mezzaro (25/02)

Pippetto Chiara Brunello (24/02) - Irene Molinari (25/02)

Cesare Salzapariglia Dario Shikhmiri (24/02) - Seweryn Ropenga (25/02)

Impresario Alessio D'Aniello (24/02) - Ignazio Nurra (25/02)
Direttore del Palco Scenico Ignazio Nurra (24/02) - Alessio D'Anielo (25/02)
Ensemble vocale del Progetto LTL Opera Studio 2010: Leonardo Andreotti, Daniele Bonotti, Stefano Cianci, Giovanni Coletta, Fabrizio Corucci, Alessio D'Aniello, Matteo D'Apolito, Pawel Erdman, Matteo Mezzaro, Ignazio Nurra, Seweryn Ropenga, Francesco Segnini, Dario Shikhmiri, Sebastian Szumski, Antonio Tirrò, Alberto Zanetti

Nuovo allestimento del Teatro di Pisa, coproduzione Progetto LTL Opera Studio (Teatro Goldoni di Livorno, Teatro del Giglio di Lucca, Teatro di Pisa) e Teatr Wielki-Opera di Poznan.

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