giovedì 6 gennaio 2011

Le avventure di Sammy - Ben Stassen


Autore: Omar Manini
Collaboratore di paperstreet.it

Perchè qualcuno che abbia superato, anche di poco, i sei-sette anni dovrebbe andare a vedere Le avventure di Sammy? Certo, perchè siamo sotto Natale e figli/nipotini che hanno quell'età stressano per andarci e noi dobbiamo accompagnarli. Ma non solo! Fidatevi, è il film giusto anche per voi che oramai siete donne/uomini in carriera con una scorza dura, maturata sotto i colpi della vita; a patto che decidiate di aver voglia di sognare un po' ad occhi aperti e di recuperare quello spirito che rendeva l'infanzia un momento indimenticabile, totalmente privo di inutili e fastidiose sofferenze per il quotidiano. Lasciatevi andare quindi e sprofondate sulla poltrona della sala, armandovi di quel misto di meraviglia e di curiosità necessario a farvi trascinare in questo favoloso "giro del mondo in 50 anni".

Sammy è una tartaruga marina ormai anziana che ci fa rivivere, attraverso un lungo flashback, le avventure che l'hanno condotta alle soglie della "pensione". Ripercorriamo così le sue tribolate e mirabolanti scorazzate marinare dalla nascita, quando era un tartarughino spaesato, imbranatuccio, aiutato dal fato a raggiungere il mare e a trovare una sua strada in mezzo all'oceano. Nel tragitto dovrà riconoscere e affrontare le difficoltà della vita: l'egoismo degli altri, l'ignoto da esplorare, la separazione, la perdita, la stupidità degli uomini; ma imparerà ad apprezzare anche i risvolti positivi di queste cose: l'amicizia (con il tartarughino carnivoro Ray), l'amore (per la dolcissima Shelly), la bellezza delle esperienze. Fino all'happy ending classico di ogni favola che si rispetti.

Premesso che la storia è puramente educativa e molto spesso ultra-semplificata, ciò non risulta assolutamente fastidioso perchè il tutto scivola via con piacevole senso del ritmo, soprattutto nella prima parte, e della musicalità (ottima la colonna sonora con brani di Mamas & Papas, Michael Jackson, Mika). Ben affrontati e diretti la morale ecologista e gli insegnamenti sulla condivisione; ma quel che lascia realmente a bocca a perta, soprattutto se si considera l'origine belga di questo piccolo gioiello di computer graphic, è il realismo della realizzazione, la perfezione tecnica ottenuta dal regista Ben Stassen e dai suoi collaboratori: l'effetto 3D (vero valore aggiunto del film e unico modo per apprezzarne le peculiarità), la riuscita delle soluzioni visive e l'accuratezza maniacale dei particolari lasciano spesso stupefatti per l'efficacia raggiunta.

0 commenti: