lunedì 6 dicembre 2010

Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni - Woody Allen

Autore: Lucio Laugelli
Direttore di paperstreet.it


Woody Allen ci ha abituati da molto tempo al suo stacanovismo. 75 anni appena compiuti (lo scorso primo dicembre) eppure sforna, come se fosse la cosa più facile al mondo, una pellicola dietro l'altra. Se il 2009 era stato "Basta che funzioni" con il vecchio bislacco fisico a farla da padrone il 2010 ci regala, con questa uscità pre-natalizia, "Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni".
Dagli Usa si torna in Inghilterra.

Un cast stellare (Banderas, Hopkins, Brolin, Watts) anima una commedia corale dove l'intreccio di esistenze agli antipodi si protrae nei soliti, canonici, 90 minuti di cinema raffinato, ben diretto, scorrevole e riflessivo con cui il regista newyorkese coccola i suoi spettatori da molte primavere.

L'ultima pellicola alleniana non è un grande film; non è certo uno dei suoi lavori che rivedrei alla nausea come "Manhattan" o "Io e Annie" o, ancora, "Crimini e misfatti", non è neanche una rinascita che profuma di capolavoro come fu "Match Point". Non è manco una perla rara alla "Settembre", meno conosciuta dal grande pubblico. No perché il film sta andando bene al botteghino, la gente ride e rimpiange, inevitabilmente, di non vedere quasi più la spessa montatura nera degli occhiali del nostro che, ormai, sta sempre meno davanti alla macchina da presa.

I temi dell'utimo Allen sono i soliti che costellano la sua filmografia e che ci ha riproposto in mille salse: comiche, misteriose, drammatiche.

E quindi la paura di invecchiare, il terrore dell'eternità e di apprendere quanto tutto sia governato non da un Dio ma dalla più pura casualità.
C'è spazio per i soliti triangoli amorosi, per l'infedeltà che, anche qui, regna sovrana.

Niente di nuovo per Woody che dipinge l'imperfetta esistenza umana raccontadoci, tramite una voce fuori campo anonima, (e un po' forzata, come anche in "Vicky Cristina Barcellona") tante storie smarrite in una Londra sempre più frequentata dal cinema recente del regista.

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