martedì 7 settembre 2010

Vallanzasca - Gli angeli del male

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Autore: Lucio Laugelli
Direttore di paperstreet.it

Placido torna al lido, questa volta fuori concorso. Dopo "Il grande sogno", pellicola autobiografica sul '68, presentata l'anno scorso qui a Venezia questa volta il pugliese sceglie di raccontare la vita del noto criminale milanese Renato Vallanzasca interpretato da un volto noto del nostro cinema: Kim Rossi Stuart.

Dai primi episodi criminali durante l'infanzia (che lo portano al riformatorio) fino alle grandi rapine, i delitti, l'evasioni che l'hanno reso uno dei più celebri banditi della storia italiana. Il bel René della Comasina (quartiere popolare milanese) prendeva in giro la polizia (come la volta che aveva rilasciato a Radio Popolare un'intervista dopo una rocambolesca evasione) rispondeva con strafottenza e arroganza alla stampa (per esempio dopo il suo arresto a Roma) diventando addirittura un idolo per le donne italiane che gli inondavano la cella con lettere, foto, dichiarazioni d'amore.

Il lungometraggio scorre rapidamente senza annoiare lo spettatore anzi coinvolgendolo come spesso accade nei bio-film. Il ritmo è incalzante, gli altri personaggi protagonisti (alcuni solo abbozzati e poco approfonditi) fanno da contorno alle tristi vicende. Filippo Timi, osannato ieri al red carpet, ci ha abituati a buone performance ma ogni tanto va sopra le righe, piacendosi troppo.

La ricostruzione dei fatti è fedele ma la canzone dei Negramaro al termine della pellicola stona rispetto al contesto con buona pace dei fan.

Un paio di targhe e di cartelli autostradali di oggi sfuggono tradendo l'ambientazione di trent'anni fa ma sono inezie: rispetto all'anno passato, a parere di chi scrive, Placido (che è anche attore nel film: interpreta il padre del protagonista) ha fatto un passo avanti nella sua filmografia realizzando un buon prodotto cinematografico che tiene incollato chi guarda fino alla fine, con il fiato sospeso.

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