domenica 5 settembre 2010

I baci mai dati - Roberta Torre

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Autore: Raffaella Carraro
Collaboratrice di paperstreet.it

La sezione Controcampo italiano è stata aperta stamattina da I baci mai dati di Roberta Torre.

Manuela, tredicenne acqua e sapone di Librino, stufa della propria famiglia disastrata, ricorre al più classico dei modi per attirare l’attenzione su di se: mentire. Si inventa di aver compiuto un miracolo, cioè di aver parlato con la Madonna in seguito alla caduta della testa di una statua della Vergine davanti a casa sua. Abbattuta da un calcio al pallone da parte di ragazzini di periferia.

Da questo momento, cambia la vita di tutta la famiglia: la madre, una Donatella Finocchiaro di borgata, decide di far passare la figlia come “una santa”. L’atmosfera è da reality, piena di una ricca inconsistenza di fondo, rivelatrice.

Si scatena il meccanismo del pellegrinaggio di una umanità che soffre, che spera, che non sa davvero più a che santo votarsi. Le alternative diventano allora soltanto due: o i miracoli o i tarocchi. Il business dilaga, a discapito della parrucchiera-fattucchiera-megera presso cui lavora Manuela; la gente ha bisogno di un appiglio, per quanto artefatto esso sia (e ne sono consapevoli).

Il film, tra maschere, donne quasi felliniane, gadget simil religiosi, atmosfere da sogno, colori sgargianti, prosegue, fino allo straordinario evento che cambierà la posta in gioco.

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