giovedì 2 settembre 2010

The Happy Poet

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Autore: Raffaella Carraro
Collaboratrice di paperstreet.it

Paper Street è arrivata ieri al lido di Venezia per il 67° festival: alcuni redattori della rivista partner sono accreditati con 4rum.it: ogni giorno quindi verranno pubblicati, anche sulle nostre pagine, contenuti in anteprima! Iniziamo dalla recensione di Raffaella Carraro, che rompe il ghiaccio dalla laguna.

Una insalata di uova senza uova, un pacchetto di verdure\finte patatine fritte, un bottiglietta d’acqua presa in un chiosco da un ragazzo biondo dallo sguardo calmo. E tutti i problemi e le limitatezze della popolazione americana: a questa possibilità (che noi chiamiamo “Benessere”) si preferisce un tripudio di nitrati, di hot dog, di salse fumanti e dannose.

Il finale di questo film lieve, girato in digitale, dai dialoghi scarni e dalle tante riprese in un parco, è positivo, forse per alcuni rasserenante, ma, per ammissione stessa dell’autore-regista-attore, fondamentalmente parodistico. Il lieto fine è presente: il successo, il benessere, i cibi biologici, con le posate biodegradabili, l’amore che nei primi venti minuti di film sembrava irraggiungibile, tutto questo si realizza.

In mezzo, molto semplicemente, c’è la vita, con lotte, problemi, come se fosse presente un malcelato senso di autoaffermazione sulla base di controtendenze (nonché un inno all’ecologia, al rispetto di ambiente e cibi prodotti).

Particolarmente denso di significato è uno scambio di battute tra Bill, il protagonista, ed il suo stralunato amico Curtis, in cui bene si esprime il vero obiettivo che guida questa azione considerata ridicola.
Al protagonista, sfiduciato a causa dell’iniziale insuccesso, l’amico risponde che la poesia (Bill è un poeta del vivere più di ogni altra cosa) non sta nel prodotto letterario, o almeno non soltanto in quello, ma permea ogni azione compiuta da chi la produce. Quindi ora l’opera da comporre, per Bill, si esplica in quell’ex carrettino di hot dog ora adattato per giungere alla “rivoluzione”.
Consigliato a chi ama la Terra, a chi ama gli uomini, la cucina, e non è privo di un romanticismo essenziale.

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