martedì 13 aprile 2010

L'uomo nell'ombra - Roman Polanski

Roman Polanski firma la sua diciottesima pellicola intitolata “L’uomo nell’ombra”.
Il protagonista è Ewan McGregor affiancato nel cast da Pierce Brosnam.
Il thriller che ha già vinto l’Orso d’argento a Berlino per la regia ha avuto una travagliata post-produzione dovuta all’arresto (in Svizzera) del regista che ha da decenni (1977) problemi legali per accuse dovute ad una violenza sessuale.

Autore: Lucio Laugelli dal sito partner Paperstreet.it

Lievemente in ritardo ma subito pronto a sbancare i botteghini (“L’uomo nell’ombra” e il film sull’Iraq con Matt Damon hanno subito sorpassato tutti nella vetta di aprile) arriva questo lungometraggio tratto da un romanzo (intitolato semplicemente “Il ghostwriter”) con una trama complessa che intreccia lotte di potere, politica estera, terrorismo e oscuri legami con i servizi segreti.

Sinossi: un ghost writer viene assunto dall'ex ministro britannico Adam Lang per scrivere le sue memorie al posto di un precedente scrittore morto in circostanze misteriose.

Il super cast recita in modo ordinato ed è ben diretto dal maestro polacco mentre il doppiaggio è terribile: specie Pierce Brosnam che è spesso fuori tempo.

La fotografia è livida e la trama avvincente.
La colonna sonora confeziona bene il prodotto cinematografico.
Eppure.
C’è un eppure.
Nonostante il film sia sicuramente più che promosso da parte di chi scrive manca lo slancio e la suspense che troviamo in altri film di Polanski (mi vengono in mente “Frantic” e “La nona porta” su tutti) e che qui, francamente, viene troppo spesso meno.

Il protagonista delle vicende non può infine non ricordarci il Dean Corso del già citato “La nona porta”. Polanski cita se stesso. Il modo in cui Mc Gregor beve avidamente le bottigliette del suo mini bar, la tracolla che porta a spasso per le scene, il tema del manoscritto e dell’uomo solo contro tutti (di chi mi posso fidare e di chi no?) ci rimanda chiaramente alla bella interpretazione di un decennio fa recitata da Johnny Depp.

Digressione finale: Eli Wallach, classe 1915, grandissimo attore di teatro prima e di cinema poi, recita in una piccola parte: il suo volto (scavato dagli anni) è quanto di più emozionante un cinefilo possa godersi. L’attore de “Il buono, il brutto, il cattivo”, “I Magnifici sette”, “Il Padrino parte III” continua a lavorare su set importantissimi recitando in modo sopraffino. Solo negli ultimi anni ha dato il suo contributo in “Mistyc River” di Eastwood, in questo bel film di Polansky e presto anche nel sequel di “Wall Street” diretto da Oliver Stone.
94 primavere e non sentirle.
Eli Wallach fa bene al cinema.
Il cinema fa bene ad Eli Wallach.

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