venerdì 15 maggio 2009

Mostra di Borghese - Ancora dieci giorni

Leggi il primo comunicato relativo alla mostra

Franz BORGHESE

Cinque lustri d’ironia graffiante
Antologia di opere 1970 - 2005
Dipinti, disegni, gouaches, multipli in bronzo
Vinaia del Sapere
Delizia Estense del Verginese
Portomaggiore (FE)
Un successo artistico-culturale da non perdere:
Fino al 27 maggio 2009

Autore: Maria Cristina Nascosi

Ancora una decina di giorni per recuperare e vedere (o rivedere) una mostra di ottimo successo a tutto tondo dal sapore davvero internazionale: è quella dedicata a Franz Borghese, allestita con perizia e pluri - trentennale professionalità da Francesco Pasini nello spazio splendido della Vinaia del Sapere del Verginese, depéndance, contenitore culturale e cornice di lusso della straordinaria Delizia Estense del Verginese.
Homo sum, nihil humani a me alienum puto: l’assunto di Publio Terenzio Afro che si può banalmente tradurre con Nulla che sia umano è a me estraneo, potrebbe ben riassumere, sinteticamente, il credo e, a seguire, esistenzialmente ed artisticamente, la cifra stilistica ed artistica di Franz Borghese.
E l’umanità con i suoi difetti, i suoi pregi, le sue grandezze, le sue miserie è quella che la fa da padrona nelle sue opere, di stile il più vario espresso visivamente, delicatamente e matericamente, tra dipinti, disegni, gouaches, multipli in bronzo esposti.
Un iter artistico completo che percorre il lavoro dell’artista dal 1970 all’anno della sua scomparsa, il 2005.
Era nato a Roma nel 1941. Vi morì, improvvisamente, una sera di dicembre del 1941, nel suo studio di via della Seggiola.
Tra i suoi insegnanti Domenico Purificato, Giuseppe Capogrossi, Giulio Turcato.
Forse è nel 1969 che si avvicina alla forma satirica ed ironica sicuramente a lui più consóna, quella che si rifa all’Espressionismo; ed allora facile quasi ‘obbligatorio’, confrontarlo con l’arte di George Grosz, James Ensor, Otto Dix , del ‘nostro’ Mino Maccari, in una sorta di idea neo-espressionistica piena, in lui, di un calore umano-artistico ‘unico’ che fa pensare a Dante quando scrive che nel volto umano, tra gli occhi e la linea che percorre sinuosamente le sopracciglia il naso e la bocca, si può leggere la parola OMO.
Il Gianicolo edizioni di Perugia gli ha dedicato un ottimo ed esauriente catalogo contenente tutte le opere esposte alla Vinaia del Verginese.
La mostra curata, come si diceva, da Francesco Pasini di Arstudio C di Portomaggiore, editore-imprenditore quasi unico nel suo genere, da oltre trent’anni, con all’attivo più di cento e cinquanta pubblicazioni e gallerista responsabile di un atélier anche a Knokke, nel Belgio, oltreché nel suo territorio di origine, è la seconda – dal 1993 non era più stato presente nel ferrarese – qui offerta, sempre a cura di Pasini.
Notevoli i patrocinii per quello che si sta rivelando, grazie al successo di pubblico e di critica internazionale ottenuti, uno degli eventi imperdibili di questa appena nata stagione artistico-espositiva ferrarese promossa dal Comune di Portomaggiore alla Delizia Estense del Verginese: le Regioni Emilia Romagna e Umbria, le province di Ferrara, Perugia e Piacenza.
Giustamente ‘sfruttata’ l’esposizione sarà itinerante: proseguirà nei comuni di Alseno (PC), Conegliano Veneto (TV), Knokke e Roeselare in Belgio, per ritornare in Italia a S. Giuliano Milanese ed a Cento, ancora, ellitticamente, in provincia di Ferrara, per concludersi nella primavera del 2010 a Perugia.

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