martedì 28 aprile 2009

Visita a L'Aquila e a Onna

Autore: Francesco Zavattari - Direttore di 4rum.it
Sul sito web Noteblack.it sono state inserite alcune fotografie da me scattate che documentano la mia visita in posti splendidi come la città de L'Aquila e la sua periferia, radicalmente provate dal sisma del 6 aprile 2009.

In questo viaggio ho avuto modo di incontrare molte splendide persone ricche di una dignità e di una forza veramente poco comuni.
Sono molto felice di essere uscito dall'informazione passiva recepita dai media, perché la loro visuale di tutto questo è necessariamente assai miope. Camminando, incontrando gli abitanti, vedendo quello che è accaduto, mi sono reso conto che la stampa tende a drammatizzare cose che persino gli aquilani non drammatizzano, mentre riflette poco su moltissimi aspetti veramente tragici che si comprendono solo osservando il tutto da una prospettiva più ravvicinata.
Sono arrivato in Abruzzo ieri, il 27 aprile 2009. Ognuno dei luoghi interessati dal sisma è in fermento: migliaia di persone impegnate, macchine, mezzi, gente che passeggia per osservare quello che è successo e su tutto questo la vita nelle tendopoli, difficile, faticosa, ma portata avanti con una grandissima volontà da parte di tutti. In tutto questo, in tutta questa situazione in cui è veramente difficile, guardando con attenzione, non vedere palazzi rovinati o peggio distrutti, in tutto questo, non una persona che piangesse ancora. Non una persona abbandonata alla totale disperazione, nemmeno chi, come ho avuto modo di incontrare, nel terremoto ha perduto veramente ogni cosa.
Nel mio itinerario sono stato accompagnato da Renato, un caro amico docente della prestigiosa univerità aquilana. Abbiamo incontrato, ad esempio, un medico assegnato ad una delle tendopoli, parlando con lui a lungo sotto a un ombrello, mentre una pioggia sempre più crescente stava arrivando a rendere ulteriormente disagiato il vivere in certi ambiti. Ho potuto riflettere su particolari che possono sembrare di poco conto ma che mi hanno molto colpito. In un primo tempo rimango sempre molto scettico verso un atteggiamento giustizialista che si accanisce nel tentativo di cercare e creare colpevoli laddove eventi così immani, come quello del terremoto in Abruzzo, sembrano non aver lasciato scampo. Ogni posizione però può esser riveduta o corretta in funzione di nuove informazioni acquisite. Il medico ci ha raccontato diverse cose, come ad esempio riguardo all'ormai nota casa dello studente, che a suo parere già sin dai primi anni ottanta, momento in cui la palazzina venne adibita al suo ultimo scopo, risultava essere fatiscente e poco rispettosa di norme edilizie, specie in una zona sismica. Ometto i dettagli per non entrare in una materia che non mi compete, ma quello che ho sentito lascia senz'altro pochi dubbi circa la noncuranza assoluta con cui certe problematiche sono state trattate precedentemente al sisma.
Ma al di là delle accuse, ci sono i problemi di oggi, quelli contingenti. Ci ha raccontato di esser stato preso in giro nel momento in cui ha dovuto ordinare del colluttorio per il suo campo, data la natura apparentemente superflua di tale richiesta. In realtà il colluttorio è necessario per la pulizia delle dentiere delle persone anziane presenti nelle tendopoli, che rischiano altrimenti serie infezioni. Ci ha parlato di quelle che lui chiama 'le morti bianche' del terremoto, ovvero tutte quelle persone anziane decedute giorni e giorni dopo il sisma in seguito a condizioni così complicate.
Contrariamente a come spesso accaduto di questi tempi in tv e sui giornali, io non mi concedo ad una stupida critica nei confronti di chi si sta adoperando per aiutare e migliorare la vita di queste persone, perché sono stato lì e ho visto con i miei occhi questo impegno, ma certi problemi sono veramente gravi, tangibili e pressanti e c'è necessità di una mobilitazione che perduri nei mesi a venire, anche quando i riflettori su l'Aquila saranno scemati.
Sono onorato per aver visto queste persone non incorniciate da uno schermo e dalla pressione mediatica e a loro va tutta la mia stima, non per quello che gli è accaduto, ma per il modo in cui hanno saputo rimanere in piedi.

Clicca su queste foto per osservarle tutte tramite Noteblack.it

L'Aquila
Onna


Articolo pubblicato anche su Paperstreet.it

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