lunedì 13 aprile 2009

Giorgio Bassani e Gianfranco Rossi

Due grandi ferraresi mancati 9 anni fa

Autore: Maria Cristina Nascosi

Il 12 ed il 13 di questo mese “segnano”, rispettivamente, i nove anni dalla morte di Gianfranco Rossi e di Giorgio Bassani, il Cantore della Ferraresità a tutto tondo, lui bolognese per nascita.
Due ebrei, parenti, tra l’altro e grandi scrittori legatissimi, notoriamente, al cinema, seppure in maniera diversa e con diverse fortune; due destini, comunque vissuti, sofferti, colpiti in vita da mille vicissitudini, tutte dolorosissime, non ultima, pleonasticamente, la Shoah….
Bassani, com’è noto, fu anche grande bibliofilo e talent scout, ri-conoscitore di gran talenti intellettuali: sua fu la ‘scoperta’ – poco più di cinquant’anni or sono – del capolavoro di un grande allora ancora sconosciuto, un nobile siciliano di nome Giuseppe Tomasi di Lampedusa, da sempre assai distante dall’ambiente letterario. Era, infatti, il 1958 quando Giorgio Bassani decise di pubblicare nella collana da lui diretta per la casa editrice Feltrinelli “Il Gattopardo”, romanzo che Elio Vittorini aveva rifiutato per Einaudi. Straordinario il successo, aspre le polemiche: insomma, un vero e proprio “caso” letterario.
Di lui Pasolini ebbe a dire:
"In Bassani ciò che piú interessa è la lucidità con cui si pone a descrivere il mondo: modo laico, razionale, ma impiantato su una iniziale e mai esaurita forza emotiva" .
Bassani e Rossi amarono molto anche la loro città, sempre ‘presente’ nelle loro opere: proprio per ricordarli, dunque, specie in questo loro ‘essere visceralmente ferraresi’ si propone, a seguire, una lirica che in qualche modo ‘unisce’ loro a Ferrara, alla sua acqua-liquido amniotico, alle loro radici.
S’intitola F.E., è stata scritta da chi ha stilato queste poche righe a ricordo ed è tratta dalla silloge bilingue NATA PER ACQUA/BORN FOR WATER di Maria Cristina Nascosi (Ferrara, CARIFE, 2006).
PER NON DIMENTICARE DI RICORDARE, MAI, specie per le generazioni ferraresi future...

F.E.

Eri acqua

Da un punto
all’altro
percorrevi
la tua origine

La tua e/assenza
è divenuta
nebbia,
mero/nero fantasma
di un felice passato

Non sarai
più
di nessuno

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