venerdì 30 gennaio 2009

Yes Man

Autore: Giovanni Pesce

Di Peyton Reed
Con Jim Carrey, Zooey Deschanel, Terence Stamp
Usa, 2009
Commedia

Jim Carrey è sempre più bravo. Chi l'avrebbe mai immaginato che il re incontrastato del triviale made in Usa (come dimenticare l'acchiappa-animali Ace Ventura e il Lloyd Christmas di Scemo e più scemo) sarebbe diventato un ottimo attore comico e drammatico?
Nella sua ultima fatica interpreta Carl Allen, un impiegato frustrato, divorziato, insensibile, mezzo misantropo dall'esistenza vuota. Un giorno incontra un suo vecchio collega che lo invita a partecipare ad un seminario sugli Yes man, persone la cui filosofia è dire alla vita. Convinto, benché all'inizio sia riluttante, dall'eccentrico guru di questo gruppo, Carl comincia a dire sì a tutti, ogni volta che se ne presenti l'occasione. La sua vita viene completamente stravolta: assapora la gioia di vivere (facendo cose il più delle volte senza senso), si innamora di una bizzarra ragazza ma si accorge anche che dire sempre di sì certe volte può portare a conseguenze inaspettate e non proprio positive.
Peyton Reed ha fatto centro. Ha creato un meccanismo di gag spassose (in particolare quando si notano gli effetti di una nota bevanda energetica su Carl e le feste a tema del suo capoufficio) con protagonista un bravissimo Jim Carrey, un cartone animato di carne capace di passare in un solo istante dal registro comico a quello serio. Gli altri personaggi non sono solo comparse, ma bravi comprimari: la Allison di Zooey Deschanel (già vista in E venne il giorno) ha energia da vendere e Terence Stamp è una caricatura spiritosa di un santone del ventunesimo secolo. Non mancano i momenti romantici, ma non sono stucchevoli.
A parte il meccanismo già citato, la regia svolge il suo compito con disinvoltura: un apporto buono ma non eccezionale, che non intralcia il lavoro degli attori.
L'idea di base è originale e il messaggio del film non è da sottovalutare: dire sì non ad ogni richiesta, ma alla vita, in modo apprezzarne le gioie e le piccole cose, sapendo dire di no al momento adatto. Certo non è un dogma, è la morale di un film, ma è già qualcosa.

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