mercoledì 10 dicembre 2008

Max Payne

Autore: Lucio Laugelli
Regia: John Moore
Con: Mark Wahlberg, Mila Kunis
Usa, 2008

Nel 2001 esce un videogioco straordinario, prodotto dalla Rockstar, che subito conquista tutte le consolle rivelandosi un grande successo. Tanto che un paio d’anni dopo, nel 2003, viene prontamente sviluppato il secondo capitolo, anch’esso riuscitissimo e apprezzato dal pubblico. La grafica è convincente, le nuove modalità (che si ispirano al celeberrimo Matrix) piacciono ma ciò che più coinvolge il giocatore è la storia di Max Payne: niente di originale per carità; anzi la solita storia riciclata nello stile del Giustiziere della notte. La voce fuori campo del protagonista (un detective di polizia a cui viene sterminata la famiglia) che attraversa mille peripezie, scenari bui e freddi, ricercato dai suoi stessi colleghi (per un omicidio che non ha commesso) è la voce di un uomo disperato, deciso a vendicarsi.


Il videogioco si snoda già di per sé come un film e non deve essere stato difficile per Moore, il regista di questo “fantacinepanettone“, immaginarsi i due attori Wahlberg e Kunis (che interpretano rispettivamente Payne e la sua amica-nemica Mona Sax) aggirarsi per una New York gelida e inospitale, corrosa da una nuova droga (la Valchiria, nata come farmaco per rendere invincibili i soldati americani, poi degenerata in droga pesantissima che porta ad allucinazioni da incubo).
Il film riesce a metà. Se infatti è fedele al videogame per diversi aspetti come le ambientazioni (perfettamente riproposte sul grande schermo) i suoni (quando Max ricarica il suo fucile o apre e chiude una porta sembra quasi di trovarsi di fronte al computer con il joystick in mano) si discosta troppo dalla storia originale, distorcendola parecchio. Mischiando i due capitoli (l’eroina Mona Sax compare solo nel secondo episodio della saga virtuale ma nel film c’è fin dall’inizio), rimanendo fedele a ben poco nello sviluppo delle vicende, la sceneggiatura (scritta a sei mani da Fenton, Ryan e Thorne) si allontana troppo dalle vicende che la ispirano e, mi dispiace dirlo, la storia del videogioco rapisce e coinvolge molto più lo spettatore di quanto non faccia la trasposizione cinematografica, in certi punti decisamente prevedibile.
Nonostante questo il risultato finale non è negativo: la fotografia e la colonna sonora convincono, l’attore che fa Jack Lupino (l’antagonista di Payne) anche. Aggiungiamoci un Chris O’Donnell in forma (interprete di un personaggio secondario) e degli effetti speciali perfetti.

Il film di Moore finisce sul tetto di un grattacielo, proprio lì dove avevamo lasciato il nostro eroe virtuale, al termine del primo episodio.
Il finale lascia quindi pensare ad un inevitabile seguito. Vedremo.

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