martedì 1 novembre 2005

Il giorno che scambiai mio padre per 2 pesci rossi

Autore: Lorenzo Riccò

“In cambio ti do mio padre” –ho detto “Ahi-ahi” –ha detto mia sorella “Non è un granchè come scambio, io ci metto due pesci rossi, tu invece solo un padre” –ha detto Nathan.


IL GIORNO CHE SCAMBIAI MIO PADRE PER 2 PESCI ROSSI è una tragicomica storia per i bambini e non, scritta da Neil Gaiman e illustrata da Dave Mckean, il pluripremiato duo sulla scena dei comics, o per meglio dire dei fumetti d’ autore. E’ una storiella molto breve dove accade semplicemente che un bambino scambia suo padre per due pesci rossi, ma quando la mamma sgrida il piccolo affarista, questo va a riprendersi il genitore, che nel frattempo era stato scambiato per una chitarra elettrica, una maschera da gorilla, un coniglio ecc. La prima cosa che colpisce del piccolo gioiello cartaceo è una potenza grafica folgorante. Mckean (apristrada della cosiddetta “Photoshop Generation”) sfodera appieno il suo immaginario creativo, ed ecco che da uno sfondo fatto con parole di quotidiani, scaturiscono colori leggeri ma impiastricciati, affioramenti di immagini scannerizzate, il tutto inciso da un nerissimo segno che delinea persone e oggetti con un gusto infantile che rimanda alla sensibilità pittorica di Klee. Anche il linguaggio è sulla stessa lunghezza d’ onda, la narrazione scorre per bocca del piccolo protagonista e Gaiman si diverte come non mai a spacciarsi per un bambino di 10 anni. Del resto la premiata coppia aveva già dato risultati eccellenti, basti pensare a “Mr. Punch” o “Violent Cases”, ma anche sul piano individuale non sono certo da meno: Gaiman è il creatore della famosissima serie “Sandman” e Mckean spazia dai comics alla pubblicità, fotografia, cinema. Ha realizzato noti spot pubblicitari per Bmw, Sony, Bbc ecc., oltre a 150 copertine per cd musicali, fra le quali spiccano i nomi di Tori Amos, Alice Cooper e una per i Counting Crows utilizzava addirittura immagini di “Quando scambiai mio padre per 2 pesci rossi”. Esilarante la raffigurazione del papà, sempre con il giornale in mano a coprire il volto, passivo a qualsiasi spostamento o baratto; un oggetto insomma. Si potrebbe adirittura pensare a una critica contro l’ indifferenza di alcuni genitori, ma è una storia così ricca di humor nero, che questa scompare sotto un velo di spensieratezza infantile, così tanto semplice e sincera che può scambiare un padre con due pesci, dato che se ne stava sempre cheto a leggere il giornale.

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