mercoledì 22 ottobre 2008

Requiem per Vento forte fra i capelli.

Autore: Lucio Laugelli

Poco fa, facendo uno dei soliti zapping televisivi annoiati e compulsivi mi sono imbattuto nell’ultima pubblicità della Mercedes; sono rimasto a seguire lo spot solo perché ho sentito dire ma quello era James Dean? Il messaggio pubblicitario infatti vede protagoniste due icone hollywoodiane: Marilyn Monroe e il già citato Dean. A parte denotare quanto la sosia della biondissima star fosse effettivamente molto somigliante all’attrice e quanto invece il bell’attore non ci azzeccasse per nulla in quanto a una presunta somiglianza con il protagonista di Gioventù Bruciata, ho ripensato ancora una volta a quanto sia importante per me, da tanto tempo, l’attore scomparso. Pensavo a come solo sentire il suo nome durante uno zapping sia capace di farmi fermare e indugiare sul canale per vedere cosa si dica riguardo. E così una sua foto in un negozio, o la copertina di un giornale, un poster. Da quando avevo 16 anni James Dean mi accompagna attraverso le gioie e la noia delle giornate che scorrono intorno a tutti noi. Ripenso ai tre film che ha interpretato, a tutti i libri e gli articoli letti, ai documentari, alle foto e a tutto il resto. Per questo grande amore nei confronti dell’attore sono stato anche deriso o non capito; pensavano che esagerassi con l’idolatrare questa figura immortale. Ho anche conosciuto invece altre persone, come me, profondamente affascinate dalla sua storia, dalla sua bravura. Guardando le centinaia di video su you-tube a lui dedicati e le infinite pagine web che ne parlano ancora oggi e per di più scritte in gran parte da miei coetanei capisco quanto non mi sia mai sbagliato nel valutarlo così tanto come ho sempre fatto.
E pensavo anche che, in tutto questo tempo, non ho mai scritto manco una riga su di lui. Non so se riuscirò a mettere su carta quello che penso riguardo e se le sensazioni provate possano essere intuite da chi leggerà queste righe.
James Dean è vento forte fra i capelli. E’ una sigaretta quasi finita.
E’ un sorriso che ti prende per il culo e un po’ provoca.
E’ una sensibilità fuori dal comune.
E’ quando hai bevuto troppo e ti rendi conto che potresti fare uno sbaglio irrecuperabile da un momento all’altro.
E’ anche volerlo fare quello sbaglio e fregarsene.
E poi stare malissimo per averlo fatto.
James Dean è quando azzardi una manovra imprudente e poi pensi a quanto sei stato
idiota per averla fatta.
E’ il brivido che ti accarezza la schiena quando senti che stai volando.
E’ avere mille cose da fare e poi finire per non riuscire a farne nessuna perché la morte ti ha spaccato a metà molto prima del tempo.
Molto prima di quando sarebbe dovuto accadere.
Ma più di tutto è quel preciso istante in cui ti rendi conto che te ne stai andando e provi la consapevolezza che forse non sta avvenendo quello che avevi sempre detto di desiderare.
E’ capire che in realtà non ne hai nessuna voglia di vedere il tramonto dei tuoi giorni. Ma è troppo tardi. E non si può tornare indietro. Stai morendo.
James Dean è sorridere ancora una volta un po’ provocatoriamente e arrendersi quindi alla fine.
Ma in quel brevissimo momento appena vissuto non si può non provare la sensazione di rimorso. Perché forse volevi restarci ancora sulla terra a vedere il sole salire e scendere ogni giorno, a sentire il rumore che fa il motore quando tiri le marce.
A rispondere male a una presunta autorità. A fare l’amore con una persona che ti tradirà. A vivere aspettando perché sarà più bello dopo. A nutrirti d’ambizione.
Ma sei stato immortale solo per alcuni aspetti. Sarebbe bello che, vecchio e rincoglionito, quella pubblicità della Mercedes l’avessi girata davvero tu. Anzi no.
Ma che dico Jimmy? Molto meglio così.
Vento forte fra i capelli. Buon riposo.

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