mercoledì 22 ottobre 2008

Il prezzo del silenzio

Premessa: Pur sicuramente condiviso dalla quasi totalità, l'articolo seguente può non necessariamente rispecchiare le opinioni dell'intera redazione.

Autore: Monica Benvenuti


La storia ci insegna che le soluzioni per migliorare le crisi economiche che ci colpiscono devono necessariamente essere a lungo termine, senza ripercussioni immediatamente successive. La storia ci insegna che, in generale, per affrontare e risolvere brillantemente un problema che affligge una popolazione intera, senza contraccolpi o ritorni di fiamma, bisogna applicare norme che non ci portino a dover ritornare sulle nostre decisioni dopo pochi anni. La storia ci insegna che se siamo in difficoltà dobbiamo attuare delle riforme di noi stessi e queste devono essere radicali e durature, proprio per non ricadere nei nostri soliti umani errori.

E allora perché continuiamo a illuderci di poter risolvere certe dinamiche intricate con semplici soluzioni a breve termine, come PER ESEMPIO, un taglio netto ai fondi destinati alle università?
Il Bel Paese sta subendo, come molte altre nazioni, la crisi economica di cui tutti abbiamo sentito parlare nei telegiornali.
Manovra di cui, al contrario, i telegiornali hanno espresso il loro più tacito accordo riguarda il decreto legge 112, convertito a effettiva legge 133 durante il 6 agosto 2008. Molti non ne sanno niente poiché tutto è accaduto "quando l'Italia era in vacanza". Mamma mia quanto sono furbi questi politici!
Ma di che tratta questa legge 133? Beh, si occupa di risanare e stabilizzare la finanza pubblica e favorire lo sviluppo economico. Tutto questo è cosa buona e giusta.
Noi italiani ci facciamo infinocchiare molto facilmente a causa della disinformazione che dilaga in tutti i settori, però alla fine capita che ci diamo una svegliata e ci accorgiamo di ciò che accade intorno a noi, ed ecco che spuntano proteste, scioperi e occupazioni varie. Se poi si minaccia, come forse saprete, la ricerca universitaria, in Italia già parecchio debole e precaria, se si minacciano brillanti studenti di ingegneria, fisica, biologia e molti altri che sognano un futuro da ricercatori, ecco che l'anarchia dilaga, scoppia il casino più totale perchè vedersi sgretolare davanti agli occhi un futuro tanto sudato non è l'avvenimento che si augura a tutti.
Le università sono in tumulto: ci sono state assemblee in tutti gli atenei dove sono stati esposti i problemi che potrebbero derivare dal taglio che attende le università nei prossimi anni. Il clima è accesissimo e il panico è alle stelle.
Adesso le persone, soprattutto docenti, studenti e ricercatori sono molto più informati rispetto a un paio di mesi fa sul destino che potrebbe attenderli e, forse, iniziano a prendere sul serio questo fatto, certamente grave.
Il decreto legge 112, convertito in legge 133, si occupa di fornire alcune "soluzioni" per salvaguardare il bilancio economico. La legge 133 non è, come viene dipinto da molti nelle assemblee( che, ricordiamolo, sono la manna dal cielo, in quanto unico metodo di informazione per le masse, in questo caso, ma non forniscono i dati esatti, poiché anche loro, giustamente tirano l'acqua al proprio mulino!) ANTI-Università! La legge 133 è sicuramente una pugnalata nella schiena dell'istruzione italiana(già ridicola), ma non è SOLO questo:
dei tanti articoli che formano questa legge tanto passata inosservata, quelli che riguardano l'istruzione sono solo alcuni.
Quello che preoccupa le università sono i tagli economici che subiranno. Si parla di 1,5 miliardi di euro nel giro di 5 anni; il blocco delle assunzioni fra docenti e ricercatori. Tutto questo ci riporta all'art. 16 della legge 133:
(cito:)

"Art. 16.Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università"

1.In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera."

Il primo aspetto che salta agli occhi è l'anticostituzionalità di questo articolo, diversamente da quanto scritto nella legge stessa sopracitata. La costituzione infatti, TEORICAMENTE, preserva il diritto allo studio indipendentemente dal reddito e dal ceto sociale, cosa esclusa a priori dall'articolo 16 della legge 133 che, con elaborati giri di parole evita di dire palesemente che con questi tagli lo studio superiore potranno permetterselo solo i figli di papà.
Questa non è una battaglia politica dello stato contro le università, è la battaglia sociale di tutti. Le scuole, le istituzioni, sembrano voler trasformare la grave questione in atto in un problema politico da debellare, ma in realtà è un anacronismo sociale: come nel medioevo, i figli dei contadini faranno i contadini, i figli dei dottori saranno dottori, i figli dei "nobili" saranno i "nobili" del futuro...non ci sarà più la possibilità di un futuro migliore per chi avrà la piccola sfortuna di nascere in famiglie meno abbienti. Finiremo con la formazione di caste chiuse, proprio come più di 1000 anni fa!
La cosa più ridicola è il contentino che ci viene sempre dato per farci stare zitti e buoni:in questo caso il biscottino caramelloso offertoci si chiama art.15 della legge 133.
L'articolo impone di dover fornire su internet, in formato .pdf, tutti i testi universitari per tutti i corsi di laurea, per garantire un risparmio economico anche del singolo studente. Lascio a voi la valutazione di quanto sia contraddittorio quanto detto sino ad ora, nella sua globalità.
E si aspettano che gli studenti non si lamentino? Beh ci facciamo infinocchiare facilmente noi italiani, ce le facciamo passare sotto al naso di tutti i colori, se adesso pensano davvero che questi due articoli della legge passino inosservati. Siamo degli Homer Simpson talmente appiccicati alla TV, che se la notizia non circola nei telegiornali di Kent Brockman, significa che non esiste. La disinformazione è l'arma che usano per plagiarci in questo modo. Ma se per la costituzione siamo uomini liberi e questa libertà ci viene negata, autodeterminiamoci come tali informandoci, invece di fare finta di non vedere o sentire niente.
Io credo che se due articoli di una legge, appena convertita, riescano a mettere in allarme tutti gli atenei d'Italia scatenando proteste drastiche in ogni dove(qualche giornale, dopo occupazioni e lezioni sul Ponte Vecchio, si è deciso finalmente a interrompere questo silenzio imbarazzante!), ogni italiano con una morale degna di questo nome dovrebbe leggersi gli articoli comparsi su internet, scritti da gente come me, che è spesso e volentieri giornalisticamente incompetente, ma che ha la volontà di dire "io non ci sto!"; ogni italiano dovrebbe mettersi una mano sul cuore e leggere attentamente la legge 133, per vedere cosa si sono inventati questa volta, per vedere cosa lo danneggia e cosa lo guarisce. Questo dovrebbero farlo con ogni decreto legge che viene convertito in legge effettiva.
A questo proposito, in conclusione di questo appello spassionato, metterò dei link utili che sono riuscita a trovare: informazioni su quanto accade negli atenei d'Italia e una pagina utile dove potrete leggere e godere dell'intera legge 133, che tanto ci fa dannare l'anima, con l'unico scopo di permettere alle persone comuni di non farsi abbindolare.

"come i medici, quando cercano di somministrare ai fanciulli
l’amaro assenzio, prima cospargono l’orlo
della tazza di biondo e dolce miele,
affinché l’inconsapevole età dei fanciulli ne sia illusa
fino alle labbra , e frattanto beva l’amaro
succo d’assenzio, senza che l’inganno nuoccia"

(Lucrezio)

... con l'unica differenza che a noi l'inganno nuoce.


www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm
(legge 133)


corrierefiorentino.corriere.it/cronache/articoli/2008/10_Ottobre/17/scuola_occupazione_studenti.shtml

www.studenti.it/universita/orientarsi/appello_rettori.php

www.csgi.unifi.it/~restauro/archivio.html
(appello del 3 ottobre: il prof. Lucarelli, docente di fisica presso l'università degli studi di Firenze, ha caricato delle slide - Doc1,2 e 3- dove spiega perfettamente cosa sta accadendo all'università italiana)


montanari.blogautore.repubblica.it/2008/10/01/io-ricercatore-nel-disagio-delluniversita/

ilgiornale.unipi.it/?p=1030

compass2.di.unipi.it/scuola/indexit.aspx
(dichiarazione del dipartimento di informatica, Università di Pisa)

8 commenti:

Seducer ha detto...

complimenti Monica!
Indipendentemente dal fatto che uno sia di sinistra o destra,questa legge è anticostituzionale e dunque chiunque dovrebbe opporsi!
Non sono uno che adora manifestare o occupare (e credo che neanche lo farò),ma appoggio in pieno le proteste di questi giorni.
Vergognosi si sono dimostrati i media italiani,servi del governo che nascondono informazioni del genere di cui il popolo dovrebbe essere al corrente e proporre il suo parere(visto che siamo in democrazia), se favorevole o no.Chiaro che non si tratta di una democrazia la nostra,in quanto il popolo non viene reso partecipe di queste decisioni,assomiglia più al suddito medievale che riceve editti ormai già imposti dal governante sui quali non si discute.
Speriamo che la Gelmini si renda conto che per parcheggiare, serve anche la retromarcia,altrimenti si rischia di squadrare la macchina di fronte!

Socia ha detto...

Se non vado errando Guicciardini diceva che i problemi bisogna risolverli caso per caso analizzando le CIRCISTANZE. Sì, le circostanze effettivamente sono state prese in considerazione. L'istruzione italiana fa schifo, per migliorarla TAGLIAMO I FONDI.

Complimenti Monica!

Monica ha detto...

Io credo che la cosa veramente ridicola e imbarazzante per noi tutti sia come i telegiornali evitino finemente di parlarne. Qualcosa si inizia a sentire adesso, ma in confronto a quanto realmente accade è solo un granello di polvere! Questo dovrebbe aprirci bene gli occhi sulle altre vicende che accadono in Italia e che ci vengono lasciate alle scuro. Spesso e volentieri, purtroppo, la miglior forma di informazione(scusate il gioco di parole ifnelice)ce la diamo noi stessi.

Valkyr ha detto...

Bell'articolo, Monica.

Qua a Palermo noi di Lettere e Filosofia siamo stati i primi a rispondere con un secco NO a queste scellerate proposte di legge, che mirano inesorabilmente a trasformare le fondamenta del mondo di domani in un'istituzione privata e conseguentemente elitaria.

Abbiamo detto no a questo tentativo di minare il SACROSANTO diritto allo studio, e continueremo a farlo fino a quando sarà necessario.

Jack Skellington ha detto...

scuola e l’università possano migliorare dopo che le avranno prosciugate a furia di tagli all’istruzione?? Conosco gente che è seriamente convinta (grazie alla propaganda berlusconiana) che la 133 sarà una riforma all’insegna del merito e dell’efficienza.. non si rendono conto che alla fine la prenderemo TUTTI allegramente nel deretano.. che schifo..

Enrico/Wicker Man ha detto...

L'idea di base che si pone come propulsore di operazioni politiche ed economiche di tal fatta è, come giustamente fai notare, un ritratto di un popolo irretibile con poco, facile all'accettazione passiva - d'un canto; d'altro canto questa predisposizione all'affabulazione, nella visione di uomini di potere non poco scaltri, che si pone perciò come visione realistica e in accordo con la realtà di fatto, questa predisposizione, dicevo, è fomite di scintille che accendono nel popolo ora una passione pro-istituzioni, ora per la parte opposta. E' un'Italia allo sbando, l'Italia che da vent'anni oscilla tra un centro-destra ed un centro-sinistra che di decentrato hanno solo il concetto della distribuzione del patrimonio economico, eredi di una democrazia cristiana che per anni ha plasmato il modesto e mite popolo italiano, per come si era trasformato nel corso dei due secoli precedenti, foggiando una creatura docile e malleabile. E' una fortuna che siano sorti dei capi-popolo alternativi, senz'altro in errore, ma col grosso pregio di aver spostato l'ago dell'apprezzamento, almeno temporaneamente, da un governo che ricerca ideali economici e politici inattuabili, fittizi e, a mio modo di vedere, terrificanti, verso il popolo stesso. La mia speranza, invero infondata, è che l'apprezzamento che al momento questo popolo prova verso se medesimo diventi momento di coscienza di sé, per riequilibrare una scomodissima situazione politica e socio-economica che da vent'anni sbatte sul fondo di un pozzo, come un pipistrello sordo.
Scusate lo sproloquio. Monica, complimenti per la chiarezza della quale hai saputo dotare il tuo articolo, nonché per la tua capacità di infervorarti, di non rassegnarti, di fronte a casi come questo.

Anonimo ha detto...

Con questo articolo sappiamo cosa ci dobbiamo aspettare nella scuola e nelle università. Purtroppo è il tipo di cose che ci dobbiamo aspettare in tutti gli ambiti di questo paese. Risparmiare sulla formazione e sulla cultura è il miglior modo per far retrocedere il paese non solo in ambito formativo e culturale ma anche economico. E' proprio quello che vogliono! In che mani!

Giulio ha detto...

Disinformazione e indebolimento della cultura, queste le armi che il nostro governo (anzi, i nostri governi) usano per avviarci verso una bella dittatura nascosta dal nome di DEMOCRAZIA; aggiungeteci un bel limite di sbarramento al 5% e ci siamo quasi. l'esercito per le strade c'è già...che manca? ah si, forse che qualcuno si affacci dal balcone di Piazza Venezia! E sapete cosa vedrà quando si affaccerà da quel balcone? vedrà una massa di studenti pronti a dire che: "NO, NOI NON CI STIAMO!"

o almeno....spero!