domenica 24 agosto 2008

Sziget festival - Prima parte

Cronache da un’isola fuori dal tempo

Autore: Luca Peretti

Quando si attraversa il ponte che collega Budapest all’isola di Obuda si entra in un altro mondo, un mondo che seppur popolato da presenze altre è decisamente in mano ad una vasta tribù giovanile che ha come imperativo il divertimento. Siamo al Sziget, il più grande festival di musica (ma c’è molto molto altro) a livello europeo, ed uno dei maggiori del mondo. Ogni anno, dal 1993, alcuni delle maggiori band del panorama internazionale si esibiscono qui (per una lista dei nomi maggiori delle 16 edizioni, www.szigetfestival.it/story.html). In questi due brevi report di ritorno da questa magica esperienza, ci occupiamo (solo per questioni di spazio, si capisce) dei gruppi che hanno suonato sul mani stage.
La serata d’apertura è tutta dedicata agli Iron Maiden, che sanno mantenere ancora una lucidità straordinaria ed entusiasmare il pubblico nonostante l’età avanzata. E sul palco principale, va detto, sono stati molti i gruppi “anzianotti” (o se preferite, che hanno fatto la storia della musica). Non sono tra questi, naturalmente, i The Kooks che si sono esibiti la seconda sera. Concerto lungo, forse un po’ inferiore alle attese come resa, ma sicuramente un ottimo spettacolo per una band giovanissima ed in piena crescita. E del resto non è facile per nessuno suonare dopo un mostro sacro del calibro di Alanis Morissette (che probabilmente non ha preso bene il ruolo di “spalla”…). Nel pomeriggio invece era comparso sul palco un simpatico figuro vestito come un avvocatino americano: ma se tutti gli avvocati fossero come Dave King, scatenato cantante dei Flogging Molly, il mondo sarebbe sicuramente migliore.
Il pomeriggio del 14 agosto è invece dedicato a The Presidents of the United State of America (anche qui siamo dalle parti della storia del rock) seguiti poi dai Millencolin, che invece non hanno più purtroppo lo smalto di un tempo. La ventata di freschezza arriva dall’entusiasmante esibizione serale dei Kaiser Chiefs. Il frontman Ricky Wilson come al solito si arrampica sul palco, sprona la folla, dilata all’infinito i ritornelli, corre da una parte all’altra del palco e per il corridoio in mezzo al pubblico. Il 13 ottobre uscirà il terzo album per quella che è sicuramente una delle band del momento, che dal vivo entusiasma anche i non appassionati. Non si può dire lo stesso dei Jamiroquai, che hanno chiuso la serata del 14, sicuramente grandi artisti ma difficilmente apprezzabili fino in fondo da chi non è un fan. Eppure, le scenografie, l’ambiente, e la capacità scenica di Jay Kay rendono emozionante anche lo show dei Jamiroquai.

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