lunedì 7 luglio 2008

Jovanotti: Safari Tour

Autore: Lucio Laugelli
Allo stadio comunale Ottolenghi di Acqui Terme (AL) si è svolta ieri, 5 luglio 2008, una tappa del Safari Tour di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti.
Il cantante poco prima delle dieci entra in scena con una giacca illuminata molto appariscente e attacca con la canzone che da poi il titolo all’ultimo album, Safari.
Il pubblico numerosissimo va subito in visibilio fin da quando fa un piccolo collegamento, dai camerini, dove accenna una versione chitarra e voce di Bella.
Numerosi saranno i cambi d’abito dell’artista che alle nuove canzoni alterna le sue solite hit come Serenata Rap, Penso Positivo, Salvami e tante altre ancora.
Un paio sono i rimandi al disco precedente (Buon Sangue, 2005) con Falla Girare, Mi fido di te e l’immancabile Tanto.
Qualche volta Jovanotti si ferma e parla: non manca una frecciatina al Premier (“Sul frigorifero mi sono scritto -L’universo è infinito- così quando leggo sul giornale delle telefonate di Berlusconi mi dico, vaffanculo l’universo è infinito!”) e c’è anche il tempo per un poetico collegamento in diretta con un telescopio che, collocato sull’Etna, riprende una galassia lontana, visibile ancora per poche settimane.
Il suo entourage è sbalorditivo: oltre al solito inossidabile Saturnino al basso, una coppia di batteristi fornisce un grande contributo al concerto. La scenografia è solida e curatissima come in tutti i tour di Lorenzo.
Il finale è commovente: sul maxi schermo Domenico Modugno canta “Vecchio Frack”, poi dopo una dissolvenza, la band (che si era allontanata dal palco) torna a calcare la scena: tutti i musicisti, con evidente rimando al brano di Modugno, portano il frack e chiudono le due ore abbondanti con la splendida “Come musica”, traccia numero 8 di Safari.
“Buona fortuna a tutti, vi auguro di esaudire i vostri sogni”, così si congeda Jovanotti, che anche questa volta ci ha caricato il cuore di emozioni.

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