lunedì 5 maggio 2008

L'altra donna del re

Autore: Francesco Zavattari - Direttore di 4rum.it

Regia: Justin Chadwick.
Attori principali: Natalie Portman, Scarlett Johansson, Eric Bana, David Morrissey, Kristin Scott Thomas, Mark Rylance, Jim Sturgess.
Genere: Drammatico, colore 115 minuti.
Produzione: Gran Bretagna 2008. - Distribuzione Universal Pictures

Un erede maschio è quanto di più ambito da re Enrico VIII (Eric Bana), ma la regina, Caterina di Aragona, non è in grado di dargli che una figlia.
In visita ufficiale presso la famiglia Boleyn, il re cade preda di un piano che gli vuole promessa una delle due giovani figlie di Sir Thomas Boleyn. L’unica non sposata, ovvero Anne (Natalie Portman). Per una casualità il re cade invece preda dell’altra sorella, l'incolpevole Mary (Scarlett Johansson). Ordina il suo trasferimento a palazzo, dapprima come dama di corte della regina, poi come amante fedele dalla quale riceverà un figlio maschio. Durante la difficile gravidanza, per evitare che il re si allontani dalla famiglia Boleyn, viene richiamata Anne, nel frattempo in esilio in Francia. Lo scopo è lo stesso del principio: Anna è di nuovo la pedina usata per Intrattenere sua maestà. Quando la pedina farà di tutto per diventare regina, le cose appariranno assai più complicate del previsto.

Questo è uno di quei film in grado di mettere fortemente alla prova la propria attitudine alla valutazione. Non si riesce a capire se enormi risorse produttive sono state mal utilizzate, o se in alternativa, mezzi limitati sono stati sfruttati al 150% per un risultato finale comunque assai decente.
In questo caso ritengo plausibile un misto delle due teorie.
L'altra donna del Re infondo, non è un brutto film. Qualsiasi amante delle soap opera, così come chiunque si appassioni di buon grado alle storie travolgenti e intricate dovrebbe rimanerne affascinato.
Il problema della pellicola risiede perlopiù nella discontinuità. E’ discontinua un po’ tutta la struttura portante, dal metro narrativo alla qualità della regia, dalla fotografia alla contestualizzazione storica.
Il film va a sprazzi, ma sicuramente, come il buon vino, migliora col tempo. I primi venti/trenta minuti risultano assai opachi. Privi di una qualsiasi verve. Non si ha una buona impressione della performance degli attori, né, come detto della contestualizzazione: la storia si svolge ovviamente nel sedicesimo secolo, ma si fatica a calarsi in quei tempi. Tutto sembra un po’ forzato.
Con l’entrata in gioco di Eric Bana però la musica cambia. Arriva il re e con lui un intreccio infinito di rivalità, amori, tradimenti, onta e malasorte. Tutto sembra tingersi di un nuovo spunto rispetto a quel bieco inizio.
Così, merito alla storia che sferzando decisamente porta le sorelle Boleyn da complici a concorrenti, le due co-protagoniste riescono a mostrarsi meglio per quello che sono: le splendide e ottime Natalie Portman e Scarlett Johansson che conosciamo.
Chadwick arranca spesso nel tentativo di non smarrire il filo di un groviglio che va via, via complicandosi, così il regista inglese è costretto a tergiversare di tanto in tanto in soluzioni familiari alle produzioni televisive (gran parte del suo lavoro come director).
Il cast è impreziosito dalla presenza di alcuni pezzi interessanti: Il giovane protagonista di “21” Jim Sturgess, nella parte dell’unico maschio della prole Boleyn. Eddie Redmayne, “cortigiano” della famiglia, che dopo aver interpretato il figlio di Matt Damon in “The Good Shepherd”, si era già avvicinato alle produzioni sulla monarchia inglese recitando in “Elizabeth, the golden age”. Spiccano poi (oltre al trio dei protagonisti), un’ottima Kristin Scott Thomas (Lady Boleyn) e David Morrissey (suo odioso fratello).
Grande merito inoltre a “miss 2 oscar” Sandy Powell, autrice di costumi veramente magnifici.
Alla fine si ha l'impressione di essere dei bambini a cui la mamma legge una favola della buonanotte prima di dormire. Semplicemente e senza troppa lode o infamia. Una sensazione piacevole che il film ha il merito di effondere al di là di tante piccole carenze.

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