lunedì 10 aprile 2006

Il Caimano

Autore: Diego Simini, Direttore responsabile 4rum.it

Il Caimano è Berlusconi, nessuno ne dubiti. Ma come lo stesso Moretti ha dichiarato, il suo film "Il Caimano" non è un film su Berlusconi, perché tutto quello che è accaduto sulla scena pubblica -e forse pure privata- in Italia negli ultimi decenni ha avuto a che fare con Berlusconi. Detto in altre parole, come viene ben dimostrato nel film, tutto in Italia gira da parecchio, da troppo tempo, intorno a questa figura di cui si parla in continuazione, ma che intanto è lì, si fa gli affari suoi sfruttando la carica di presidente del consiglio, stravolge la cultura, le leggi, il modo di convivere di un intero paese, anche di quelli che resistono. Perché è proprio questo che viene fuori da "Il Caimano", il fatto che negli ultimi almeno cinque anni ma forse invece almeno dodici, se non trenta come sostiene Moretti, il dibattito culturale in Italia non è riuscito ad altro che a resistere contro Berlusconi o invece appoggiarlo. La devastazione causata da una tale paralisi culturale prima ancora che politica, giudiziaria, economica, è il lascito pesante che ci lasceranno questi lunghi anni. Un contributo importante, questo di Moretti, la cui uscita ha di nuovo messo a nudo i mali di cui soffre l´Italia: prima ancora dell'uscita del film, le solite lamentele per una presunta interferenza con la campagna elettorale, l'invocazione di una aberrante par condicio per tutelare un soggetto che dispone del monopolio informativo, quando la cosa incomprensibile è che un soggetto possa accumulare un tale potere senza che esistano anticorpi "naturali", isitituzionali o culturali. Ma anche sotto il profilo cinematografico Nanni Moretti dimostra ancora una volta la sua maestria, la sua unicità. Questa volta il suo viso compare poco, sostituito dallo stupendo alter ego incarnato da Silvio Orlando. Nanni si accontenta di incarnare uno dei tre volti di Berlusconi, con una interpretazione quasi suadente, e perciò ancor più agghiacciante, delle parole più eversive del cavaliere. Da sottolineare il lavoro splendido del resto del cast, la bravissima Jasmine Tinca prima di tutti. Forse Nanni in questo film si ricollega più che in altri alla "tradizione cinematografica" con abili omaggi, a Fellini in particolare. Ma come sempre si tratta di film che fa discutere, che mette il dito sulla piaga, e che piaga! Una nota finale. Queste righe le scrivo a Madrid, il film di Moretti l'ho visto la sera prima di partire. Domenica 26 marzo, sul giornale "El País" leggo un'intervista al capo del governo spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero, il quale a un certo punto afferma "Bisogna rispettare le leggi e i giudici, e il primo a doverlo fare è il capo del governo. Tutti possono chiedere cose e criticare il governo, ma un governo non può influire sulle decisioni di un giudice". Quando si meriterà l'Italia un presidente del Consiglio così?

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