sabato 1 marzo 2008

The Kills: Midnight Boom

Autore: Pietro Ortolani, Vicedirettore esecutivo 4rum.it

Vi ricordat
e il garage blues minimale dei precendenti Keep on your mean side e No Wow? Ecco, scordatevelo pure: questo Midnight boom segna una radicale svolta nel suono dei Kills. Se i pezzi del passato erano minimali, a tratti drammatici nella loro povertà, le canzoni di questo nuovo album brillano di una luce nuova e si arricchiscono di suggestioni anni ’80, ritmiche pop, campionamenti bizzarri, perfino colpi di tosse, squilli di telefono e rullanti in crescendo. Certo, sarà stato determinante l’apporto del produttore Alex Epton, ma probabilmente c’è qualcosa di più: il duo deve essersi reso conto che perseverare sullo stesso cliché di suoni crunch e allusioni sessuali li condotti ad una pericolosa auto-parodia. E così, nel momento di massima esposizione mediatica (complice la relazione di Jamie Hince con Kate Moss), i Kills effettuano con il loro terzo lavoro un deciso e a tratti disorientante cambio di rotta.

A partire dall’iniziale U.R.A. fever, passando per Cheap and cheerful e Sour cherry, il disco presenta un groove molto accentuato, ma sempre originale e del tutto inedito per la band. I 34 minuti del lavoro scorrono veloci, senza mai un passo falso. Certo, ci sono episodi che ricordano il passato: Hook and line potrebbe essere la nuova Cat claw e non è difficile scorgere in Goodnight bad morning l’eco di Gipsy death and you. Tuttavia, il lavoro nel complesso suona decisamente nuovo e convincente: l’allargamento dell’orizzonte creativo permette a Hince e Mosshart di spaziare in un largo spettro di suggestioni senza perdere quella granitica coesione che li ha resi famosi. Pare che tutto il disco sia stato ispirato da Pizza Pizza Daddy-O, un documentario sulla gioventù americana degli anni ’60, ed effettivamente leggendo alcuni dei testi emerge una certa attitudine alla critica sociale (si pensi alla denuncia di What New York used to be). La vera notizia, però, è che i Kills hanno imparato a ridere di loro stessi, destrutturando sapientemente l’immagine che loro stessi si erano cuciti addosso.

Voglio che tu faccia il pazzo, perché sei noioso quando sei normale: è una vera e propria dichiarazione di intenti. Con i suoi suoni atipici e le sue trovate bizzarre, Midnight boom farà probabilmente arrabbiare qualche fan, specialmente quelli che semplicisticamente avevano gettato la band nel calderone dell’indie rock. E invece, c’è poco di cui essere delusi: questo è un disco che spacca il culo.


Cheap and Cheerful

U. R. A. Fever


Foto (Flickr, Creative Commons): TheSunHums, Môsieur J., rafe baron

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