giovedì 24 gennaio 2008

Zoccolaggine giovanile - Atto I

Autore:Monky

Quello che sto per esporre è stato, ed è tuttora, una fra i tanti argomenti dei miei deliri e dei miei pensieri(alle volte penso troppo, e mi fumano le orecchie). C’ho pensato talmente tanto che lo dovrò sicuramente scrivere in più parti. Cercare di dare a questa cosa un filo logico o una spiegazione è quantomeno inattuabile, ma tale difficoltà non ha mai impedito a nessuno di divagare con la mente. Sarebbe meraviglioso trovare spiegazioni di questo tipo, ma non credo che ci riuscirò mai. Certamente non sono io la persona adatta, né qualificata per fare delle analisi di questo genere; mi accontento di esporvi certe mie congetture, adoperando della psicologia un po’ spicciola e discutibile, senza imporre come vera un’opinione che vera può non essere.

Tutto non ebbe inizio con questa frase(in realtà l’inizio di questo “tutto” risale a molto prima perché quando la sentii, mi ero già accorta di questo fenomeno da moltissimo):
“La mattina quando io esco di casa e vado a scuola non voglio di certo spaventare la gente!”. Quando ho sentito questa mi sono cascate le braccia. È stata una delle cose più illogiche che ho sentito pronunciare di recente, solo perché l’autrice è una ragazza di 14 anni,questa era la sua risposta a..: “ma che bisogno hai di truccarti così tanto la mattina?”
Premetto:io ho avuto dei 14 anni anomali, ma comprendo benissimo il significato di voler sembrare ciò che ancora non siamo e ci tengo a sottolineare che questo intervento che io cito è perfettamente comprensibile, nonostante possa sembrare assurdo così su due piedi, magari ai maschietti che non ci sono passati. A quell’età è perfettamente comprensibile volersi identificare con qualcosa di preesistente che ci conferisca una sorta di identità oserei dire sociale, che in realtà non abbiamo, ma che andiamo cercando. Ma ho colto l’occasione di questo irrilevante evento(tra l’altro la giovane in questione è quanto di più si discosta dalla massa di coetanee alle quali mi riferisco) per evidenziare un cambiamento estremo che si è verificato in 6 anni. Ora lasciamo anche stare il fatto che a 14 anni (ma anche adesso) non mi sono mai truccata per andare a scuola, nonostante i miei tre metri di occhiaie perenni che sono lì anche quando sono fresca e riposata come una rosa. C’è gente che lo fa, gente che ha voglia di alzarsi mezz’ora prima la mattina per pitturarsi la faccia come un affresco. Tutta gente che c’era anche ai miei tempi (parlo come la mia adorata nonna!), ma lo capisco. Quello che non capisco è ciò che si cela sotto al trucco e ai vestiti firmati e alla moda di queste tredici - quattordicenni. Il fenomeno è costantemente sotto i nostri occhi: queste ragazze hanno sviluppato una disinvoltura e una perspicacia assai superiore a quella che potevano avere le quattordicenni 6 anni fa, quando al posto di questi contenitori di ormoni precocemente evoluti c’ero io. Ribadisco il concetto: i miei 14 anni sono stati anomali perché se a quei tempi alcune mie coetanee avevano comunque sviluppato un po’ di disinvoltura, la stessa di cui parlavo prima, io, all’alba dei miei 20 anni, a seconda dell’occasione, non ho la più pallida di cosa sia! Il confronto con la sottoscritta, forse, non è attendibile dal momento che la mia goffaggine mi rende assolutamente fiera di ciò che sono, ma sono comunque un individuo di sesso femminile, con amiche ragazze, cresciuta conoscendo ragazze, vivendo con ragazze, ho anche una sorella che indovinate un po’, è una ragazza! Con tutte le varianti che possono caratterizzare una persona nel suo processo evolutivo e adolescenziale, le mie cosucce le ho vissute anche io e se non le ho vissute, le ho viste vivere molto da molto vicino.
Mi piace accusare ancora una volta entrambe le controparti, forse a causa del mio spiccato spirito da femminista incallito e quindi non riesco a dare la colpa solo alle donzelle, o forse perché sono una fan degli equilibri e mi piace pensare che ad ogni forza si oppone un’azione uguale e contraria. Se da una parte il sistema viene perturbato, inevitabilmente questo tende a riportarsi a uno stato di equilibrio… Sta alla base della chimica, della fisica e di tutto il mondo, deve esserci anche alla base della civiltà! Tornando a noi. Non si sa chi è morto prima: A) lo stereotipo del maschio in età adolescenziale che punta alla conquista della femmina con ogni mezzo anche solo per bullarsi con gli amici, ovvero lo spaccone in preda alle sue tempeste ormonali che ci prova con ogni cosa vagamente femminile, magari anche solo per imporre e confermare con esplicite e continue dimostrazioni quanto il proprio ego sia virile / B) La controparte femminile docile, sensibile, ingenua e soprattutto pudica!
Ormai tutto ciò è passato, è in stile anni ’90, come i jeans chiari …

(N.B.: non voglio fare di tutta l’erba un fascio, né accusare chi o cosa. Voglio solo constatare quanto certe tendenze comportamentali siano in calo mentre altre in aumento, come se fosse una moda. SONO BEN CONSAPEVOLE CHE NON TUTTI SIAMO UGUALI, NON TUTTI SI COMPORTAVANO IN QUEL MODO E NON TUTTI, ADESSO, SI COMPORTANO IN ALTRI MODI POSSIBILI, VISTO CHE IL MONDO E’ BELLO PERCHE’ E’ VARIO E LO SAPPIAMO TUTTI.)

Nel 2008 abbiamo maschietti timidi e impacciati e femminucce disinvolte e spudorate. Questo è il cambiamento sotto i nostri occhi che a tratti diverte, a tratti preoccupante.

La domanda che mi sorge spontanea è: perché? Intanto io la patata bollente l’ho lanciata. Sono convinta che a questo punto sia utile un po’ di riflessione, ergo alla prossima!

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