mercoledì 16 gennaio 2008

Benedetto Galileo

Primo pezzo su 4rum.it del nostro collaboratore Falstaff

In questi giorni si è fatto un gran parlare dell'opposizione da parte di gruppi di studenti e docenti alla visita del Papa (con relativa "lectio") alla Sapienza di Roma.

Oggetto della protesta è il supposto atteggiamento "oscurantista" nei confronti della scienza dell'attuale papa Benedetto XVI. Nella sua seconda enciclica "Spe Salvi", il papa aveva attaccato l'Illuminismo (base, ancorché superata, di buona parte del pensiero razionale di oggi), oltre al solito Marxismo, "nemico" storico della religione, decretandone il "fallimento".

A emblema delle posizioni del papa i protestanti hanno eletto una sua presunta affermazione risalente al 1990, quando ancora era cardinale, con la quale avrebbe sostenuto che "Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto".

Ho cercato invano di recuperare il testo originale dell'affermazione: se Grillo si lamenta che le sue affermazioni sono riportate in maniera faziosa, estrapolate dal contesto, ed in sostanza snaturate, figuriamoci se la stessa cosa non può; accadere al papa. Sta di fatto che non ci sono riuscito, e il massimo che ho scoperto è che le parole attribuite a Ratzinger erano in realtà a loro volta una citazione. A seconda di chi ha riporto la notizia, il cardinale una volta le avrebbe "fatte proprie", un'altra ne avrebbe "preso le distanze". In definitiva, "boh".

Galileo nel 1616 si era già dovuto difendere da accuse di "eliocentrismo" per il suo appoggio al modello copernicano dell'Universo -- dopo aver esposto le sue ragioni, e capito che il cardinale Bellarmino di ragioni non ne sentiva, decise momentaneamente di abbozzarla. Dopotutto, solo 16 anni prima Giordano Bruno era stato mandato al rogo a Roma per aver rifiutato di abiurare, sotto tortura, alcune sue convinzioni strampalate, come l'infinità dell'Universo, una certa forma di "materialismo", il moto della Terra, e una specie di ipotesi Gaia.

Ricordo che da "piccino" Galileo mi aveva sempre fatto l'effetto del pavido, Bruno quello dell'irriducibile. A ripensarci ora, me ne andrei al rogo o sotto tortura per sostenere l'infinità dell'Universo o il moto terrestre? Se penso alle cose che sono disposto ad abiurare per un aumento di stipendio!

Ad ogni modo, quando nel 1623 divenne papa Urbano VIII, che in passato lo aveva sostenuto, Galileo pensò che il peggio fosse alle spalle, e nel 1630 completò una delle sue opere maggiori: il Dialogo sui Massimi Sistemi. Tra una storia e l'altra, Galileo ottenne l'imprimatur anche grazie alla promessa di discutere dei due "sistemi" (il tolemaico e il copernicano, l'uno geocentrico, l'altro eliocentrico) senza "parteggiare" per l'uno o per l'altro, e riportando nello scritto anche le idee dello stesso papa.

Ma ahimè, Galileo la fece grossa. Forse per mancanza di capacità retorica, il sostenitore del sistema tolemaico nello scritto è una specie di idiota dall'arguto nome di "Simplicius", in bocca al quale viene messa la tesi cara al pontefice. Magari Galileo l'ha fatto apposta, magari non era intenzionale -- ma certo lo scritto non è "imparziale", e dopotutto questo è quanto rispecchia meglio le convinzioni dello stesso Galileo.

La cosa ovviamente fece uscire Urbano VIII dai gangheri: sottopose Galileo ad un processo che si concluse nel 1633 con la sua condanna: messa al bando delle sue opere, abiura delle sue convinzioni, e carcere a vita (poi convertito in arresti domiciliari, come alla moglie di Mastella). La storia dell'"eppur si muove" mormorato durante l'abiurazione è chiaramente spuria, e congetturata (proprio in pieno illuminismo), per riscattare la "figuraccia" di uno dei maggiori scienziati e filosofi di ogni tempo. Ad ogni modo, confinato nella sua villa, Galileo continuò a lavorare producendo molti scritti, fino alla sua morte nel 1642.

La condanna di Galileo da parte della Chiesa è una macchia imbarazzante sulla sua storia, rincarata anche dal torto marcio nel sostenimento del sistema aristotelico e di quello tolemaico.

La situazione è troppo sfaccettata, e io non ho autorità o credenziali sufficienti per esprimermi circa il fatto che l'opposizione all'intervento del papa sia giustificata, o eccessiva, o motivata dalle cose sbagliate (p. es. strumentalizzazione politica, eccetera). Ma un ottimo motivo per avercela con la Chiesa e con il papa ce l'ho. La Chiesa avrà fatto cose oggettivamente discutibili, ma ne ha fatte anche tante buone, no? Allora io mi chiedo, e mi appello alla Santa Sede: avete condannato Galileo, avete bruciato sul rogo Giordano Bruno. Perchè allora oggi tollerare Roberto Giacobbo?!? Se il problema è che opera al di fuori delle terre dove la Santa Sede esercita potere temporale, non dovrebbe essere difficile attirarlo in Vaticano con la scusa di un documentario...

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