venerdì 14 dicembre 2007

La promessa dell’assassino – David Cronenberg

Autore: Lucio Laugelli

“Se non hai tatuaggi non esisti…i tatuaggi raccontano la tua storia”

In una Londra plumbea e invernale una ragazza russa muore per colpa di un parto difficile e indesiderato. L’ostetrica che assiste il neonato sopravvissuto inizia a tradurre (grazie all’ausilio di uno zio anch’esso russo) il diario della defunta e involontariamente entra in contatto con un giro di mafia legato allo sfruttamento della prostituzione.


Il regista canadese conferma Viggo Mortensen protagonista (lo avevamo già visto nel 2005 in A History of violence) e gli affianca Naomi Watts oltre che un perfetto Armin Mueller-Stahl (che ricordiamo anche per l’altrettanto brillante contributo in Shine), nei panni stavolta di un padrino glaciale e violento. Il film è un perfetto esempio di noir, non certo spettacolare, con uno schema ben preciso e in certe fasi forse troppo prevedibile. Lascia invece lo spettatore sorpreso l’uso improvviso e rapido della violenza da parte di Cronenberg e su tutte va menzionata la scena della rissa tra il protagonista tatuatissimo e due energumeni ceceni; il rosso del sangue sporca i tatuaggi di Mortensen e risalta con lo sfondo bianco della sauna dove è ambientato questo piano sequenza. La promessa dell’assassino seguita un percorso ideale di evoluzione e mutamento da parte del cinema cronenberghiano; dimenticato ormai il body horror il regista sembra migliorarsi volta dopo volta studiando e approfondendo un tema ormai ricorrente nei suoi film che è quello della questione morale.

0 commenti: